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Amate esplorare le bellezze dello stivale a cavallo? Nel Salento, la scenografica regione della Puglia che si allunga tra il capoluogo Lecce e la magica località di Santa Maria di Leuca, scovate un’infinità di itinerari nella natura che si snodano tra il Mar Ionio di Gallipoli e l’Adriatico di Castro Marina, tra le grotte che punteggiano la costa frastagliata e che si ammirano dall’alto delle scogliere e le lunghe e deserte spiagge fatte di dune bianche e selvagge. Basta giungere qui in primavera e affidarsi a uno dei tanti maneggi attrezzati della zona - come quelli della Tenuta Barone a Gallipoli e degli Amici del Murgese a Casarano - e farsi guidare in piena fiducia.
Per andare a cavallo nel Salento infatti non serve essere cavalieri super esperti: bisogna invece affidarsi con tranquillità all’esperienza delle guide e degli istruttori dei numerosi maneggi attrezzati disponibili in questo bel territorio meridionale della Puglia - tra gli altri ci sono quello di Equitazione Salento di Casarano e quello del Complesso delle Rose di Torre Vado -, saltare in sella e iniziare a percorrere uno dei tanti itinerari nella natura leccese ben predisposti e facili da seguire. Divertirsi a cavallo nel Salento sarà così un gioco da ragazzi, proprio come scoprire le bellezze naturali e storico-architettoniche della zona.
Si può ad esempio cavalcare lungo la bassa linea costiera della parte ionica della provincia di Lecce, da Gallipoli a Torre Vado, oppure seguire gli scoscesi saliscendi del litorale adriatico della Puglia, tra Santa Maria di Leuca e Castro Marina. In ogni modo però, andare a cavallo nel Salento diventerà subito un’avventura affascinante e da vivere al massimo. Magari spingendosi nell’entroterra di Alessano dove si alzano i rilievi della cosiddetta Serra dei Cianci, panoramica regione collinare delle Serre Salentine.
Per saperne di più
www.viaggiareinpuglia.it
www.provincia.le.it
Consigli di Viaggio
Dove dormire
Agriturismo Spinose
Via Provinciale Gagliano-Cioso
73034 - Gagliano del Capo (Lecce)
tel. 347.7468843
Casa del Sole
Via Giulio Cesare, 49
73040 - Castrignano del Capo (Lecce)
tel. 0833.758540
Dove mangiare
Trattoria La Grande Abbuffata
Corso Matteotti, 9/A
73040 - Acquarica del Capo (Lecce)
tel. 0833.727677
FOTO: le immagini sono gentilmente concesse dalla giornalista e fotoreporter Alessandra Greco.
Anche nella grande Sicilia non mancano, per la gioia dei tanti appassionati, panoramici percorsi di trekking. Nella Riserva dello Zingaro, splendida area protetta ampia circa 1.650 ettari e situata a metà strada tra i borghi marinari di San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo ci sono tre principali itinerari segnalati che permettono di scoprire la natura selvaggia che si allunga tra le pendici del Monte Speziale. Senza dimenticare che seguendo la segnaletica e facendo attenzione alla cartina, ognuno può ritagliarsi il tragitto più adeguato alle proprie forze.
Il più semplice tra questi itinerari segnalati per fare trekking nella Riserva dello Zingaro è il “sentiero costiero”: si tratta di un percorso lungo circa sette chilometri che collega il piccolo borgo di Scopello con il litorale appena a sud di San Vito Lo Capo. Camminandovi si raggiungono alcuni dei punti più affascinanti dell’area protetta, come la deliziosa Grotta dell’Uzzo (luogo di ritrovamento di numerosi manufatti archeologici), Cala della Disa e Cala Berretta. Un poco più lungo è invece il “sentiero di mezza costa”, i cui 8,5 chilometri si compiono in circa 4 ore di cammino.
Si parte dalla zona sud dell’area protetta, nei pressi del centro di Castellammare del Golfo, e lungo la strada si ammira il Canalone delle Grotte di Mastro Peppe. Ultimo tra gli itinerari segnalati per il trekking nella Riserva dello Zingaro è infine quello del “sentiero alto”: camminando per i suoi 17,5 chilometri si scoprono punti magnifici come il Bosco di Scardina, famoso per i numerosi magnifici esemplari di pino d’Aleppo.
Per saperne di più
www.visitrapani.com
www.comune.trapani.it
www.provincia.trapani.it
www.riservazingaro.it
Consigli utili
Dove dormire
Agriturismo Plaia
Contrada Scopello, 3
91014 – Castellammare del Golfo (TP)
Tel. 0924.541476
Agriturismo Tarantola
Contrada Tarantola
91011 – Alcamo (TP)
Tel. 329.2713073
Dove mangiare
Ristorante Profumi di Cous Cous
Viale Regina Margherita, 80
91010 – San Vito Lo Capo (TP)
Tel. 0923.974155
Ristorante L’Approdo
Via Don Zangara, 85
91014 – Castellammare del Golfo (TP)
Tel. 0924.31525
Le immagini sono prese dal sito commons.wikimedia.org e gentilmente concesse dagli autori che le hanno pubblicate.
Conosciuta dagli appassionati come la più “ciclistica d’Italia”, grazie ai tanti percorsi che si allungano sul suo territorio, la provincia di Treviso ospita tra questi anche un lungo e accurato itinerario ad anello, quello che permette di divertirsi in bicicletta sul Montello. È questo un piccolo rilievo montuoso del Veneto occidentale che si estende tra l’abitato di Nervesa della Battaglia e Montebelluna. Se ai piedi delle sue pendici meridionali ci sono poi diversi borghi storici come Volpago e Giavera, il suo versante nord è lambito dal fiume Piave.
In questo contesto naturalistico e storico allora, andare in bicicletta sul Montello vuol dire impegnarsi a pedalare su una rete di percorsi che fanno centro sull’itinerario ad anello principale ma che si allungano in avventurose varianti lungo le cosiddette “Prese”. Si tratta di strade caratteristiche di questa area del Veneto e della provincia di Treviso (furono realizzare nel periodo della Repubblica di Venezia per andare a “prendere” il legname dei boschi), ognuna delle quali si inerpica lungo il fianco di una collina.
Chi volesse perciò provare l’emozione di pedalare in bicicletta sul Montello, per la sua gita a due ruote tra le colline e le “Prese” del Veneto non dimentichi di predisporre al meglio il suo equipaggiamento, munendosi di materiale tecnico e abbigliamento (oltre che dei necessari ricambi) in perfetto stato di efficienza. Comunque La provincia di Treviso ha organizzato una completa rete di assistenza ai turisti e una sempre aggiornata cartografia, scaricabile sul computer direttamente dal web.
Per saperne di più
www.turismo.provincia.treviso.it
www.comune.treviso.it
www.veneto.to
www.marcatreviso.it
Consigli Utili
Dove dormire
Villa Abbazia
P.zza IV Novembre, 3
31051 Follina (TV)
Tel. 0438.971277
Agriturismo Althe'a
Via Confin, 57
31029 Vittorio Veneto (TV)
Tel. 0438.560511
Simply Home Villa Scalabrini
Via G.B. Scalabrini, 3
31017 Crespano Del Grappa (TV)
Tel. 0423.539236
Alla Croce
Via Chiesa, 19
31047 Ponte Di Piave (TV)
Tel. 0422.754293
Dove mangiare
Trattoria San Tommaso
Borgo Mazzini, 5
31100 Treviso
Tel. 0422 591180
Ristorante Ai Mulini
Strada di Mure, 19
31100 Canizzano (TV)
Tel. 0422 401905
Ristorante La Posta
Piazza V. Emanuele, 20
31053 Pieve Di Soligo (TV)
Tel. 0438.83338
Ristorante Alla Pergola
Via Roccat e Ferrari, 29
31030 Valdobbiadene (TV)
Tel. 0423.975580
Le immagini sono prese dal sito www.flickr.com e gentilmente concesse dagli autori che le hanno pubblicate.
Lungo la costa meridionale del Lazio, quella compresa nella provincia di Latina, tra Formia e Sperlonga, si snoda il litorale della Riviera di Ulisse: è qui che si raggiunge il Parco Avventura di Gianola, il divertente percorso acrobatico realizzato tra la rigogliosa natura della Riserva Naturale del Monte di Scauri. Si tratta di una struttura denominata anche “parco sospeso” e nella quale grandi e piccini hanno la possibilità di divertirsi restando a stretto e costante contatto con la vegetazione locale, fatta di boschi, colline e macchia mediterranea.
Realizzato sul versante meno impervio del laziale Monte di Scauri, il Parco Avventura di Gianola racchiude una serie di cinque installazioni, predisposte proprio tra gli alberi della riserva non distante da Formia, che permettono di divertirsi verificando il proprio equilibrio e la propria velocità e agendo a contatto con la natura. Non per nulla questo tipo di struttura è chiamata anche parco sospeso: ci si esercita infatti passando e saltando tra un albero e l’altro per mezzo di liane, passerelle in legno, ponte tibetano e ponte indiano.
Così, non troppo lontano dal bellissimo mare della Riviera di Ulisse, passare una giornata nel verde per affrontare le installazioni sportive del Parco Avventura di Gianola, gestito per la manutenzione e la sicurezza dalla sezione Esperia del Club Alpino Italiano, vuol dire imparare a vivere in simbiosi con il monte, la natura e la foresta. Formato da pedane sopraelevate, ponti in corda e strutture agganciate tra gli alberi, il parco sospeso del Monte di Scauri regala momenti di puro divertimento sportivo.
Per saperne di più
www.latinaturismo.it
www.provincia.latina.it
www.turislazio.it
www.parcorivieradiulisse.it
www.caiesperia.it
Consigli utili
Dove dormire
Agriturismo Oasi Belvedere
Via Cese Chiuse
04023 – Trivio di Formia (Latina)
Tel. 328.9181159
Villa Maria B&B
Via Appia, 44
04028 – Scauri (Latina)
Tel. 0771.683865
Dove mangiare
Gianni Il Salernitano
Strada St. 7 Appia, KM 114.400
04020 Monte San Biagio (LT)
Tel. 0771569001
Le Mimose
Via Circondariale, D/8
04019 Terracina (LT)
Tel. 0773740565
Ristorante La Darsena
Via Casali Di Paola, 6
04016 Sabaudia(LT)
Tel. 0773.596528
Ristorante Il Poggio
Via Acquarola, 1
04023 – Formia (Latina)
Tel. 0771.736085
Le immagini sono prese dai siti www.flickr.com e www.caiesperia.it e gentilmente concesse dagli autori che le hanno pubblicate.
La via più emozionante per fare arrampicata sulle Dolomiti è di sicuro quella che porta a percorrere la storica ferrata Tridentina, percorso per esperti delle traversate di alta montagna, che conduce da Corvara al Rifugio Cavazza al Pisciadù, snodandosi tra le immacolate vette del Gruppo del Sella e della Val Badia. Salendo grazie a numerosi appigli, funi metalliche, scalette piantate nella roccia bianca dolomitica e attraversando persino un sospeso ponte tibetano, in circa tre ore e mezzo di itinerario si arriva alla meta.
Praticabile fino a metà settembre, la Tridentina parte da un sentiero segnalato come Via Ferrata Brigata Tridentina e posto otto tornanti sotto al Passo Gardena, punto che unisce l’omonima vallata alla Val Badia. Percorso adatto solo a chi ha già esperienza di arrampicata sulle Dolomiti, si inerpica subito verso le vette chiare dei monti tirolesi, grazie ad alcune fila di gradini affiancati da una corda metallica, che permettono il superamento di una prima ripidissima parete di roccia.
Dopo un piccolo tratto pianeggiante, inizia quindi la vera e impegnativa ferrata, subito a sinistra della quale si ammira il salto della cascata Pisciadù. Ma tutto l’itinerario di questa avvincente arrampicata sulle Dolomiti è super panoramico e percorrendolo vi si ammirano ampi scorci sulla sottostante conca che ospita il borgo di Corvara. Superata la cima pietrosa della torre Exner, posta a 2.496 metri di altezza, si attraversa il sospeso ponte tibetano e si conclude la scalata con un breve tratto di sentiero che porta ai 2.565 metri del Rifugio Cavazza.
Per saperne di più
www.suedtirol.info
www.vieferrate.it
www.altabadia.org
Consigli utili
Dove dormire
Maso Casteller
Strada Funtanacia, 98
39030 – Badia (Bolzano)
Tel. 0471.847187
Agriturismo Arslada
Località Reslada, 15
39036 – San Leonardo (Bolzano)
Tel. 0471.847347
Dove mangiare
Rifugio Cavazza Al Pisciadù
Strada Agà, 1
39033 – Corvara (Bolzano)
Tel. 0471.836292
Stube La Tambra
Strada Sassongher, 2
39033 – Corvara (Bolzano)
Tel. 0471.836281
Le immagini sono prese dal portale commons.wikimedia.org e gentilmente concesse dall’autore Luca Lorenzi.
Disciplina giovane, approdata in Italia sono all’inizio degli anni Novanta, prende il nome dal supporto galleggiante sul quale ci si butta in acqua, che è detto appunto hydrospeed. Sul Sesia, tortuoso fiume che scorre nella parte settentrionale della provincia di Vercelli, in Piemonte, tra i colli e le vette che compongono la Valsesia, è oggi possibile praticare per buona parte dell’anno questo adrenalinico sport fluviale che permette di essere completamente immersi nell’elemento acqua e in perfetta simbiosi con esso.
Dopo avere infatti indossato un paio di pinne, una muta rinforzata, casco e salvagente, ovvero la completa “divisa” di questa disciplina, ed avere imbracciato il proprio “scudo” hydrospeed, sul Sesia si ha davvero la possibilità di sperimentare la selvaggia natura di questo sport fluviale (oltre che quella della circostante e verdissima Valsesia). Che permette di lanciarsi in discesa, qualche volta assecondando e qualche volta contrastando la corrente del fiume, ma sempre godendo di emozioni intense.
Naturalmente assistenza e attrezzatura complete per praticare l’hydrospeed, sul Sesia vengono fornite da associazioni sportive che operano proprio nella provincia di Vercelli e sui fiumi del Piemonte orientale (tra le quali ci sono la Accadueo Sesia e la Eddyline) e che hanno predisposto veri e propri itinerari per svezzare a diversi livelli di difficoltà chi volesse imparare questo sport fluviale di origine francese. Ci si lancia tra le rocce della Valsesia, tra i borghi di Vocca, Balmuccia e Scopello, sempre seguiti dagli occhi vigili di guide esperte.
Per saperne di più
www.atlvalsesiavercelli.it
www.piemontefeel.it
www.provincia.vercelli.it
www.piemonteitalia.eu
www.eddyline.it
www.accadueo-sesia.it
Consigli utili
Dove dormire
Agriturismo Il Melo Verde
Via Prà dei Giari
13017 – Valmaggiore Quarona (VC)
Tel. 0163.432568
B&B L’Ometto
Via alla Chiesa, 20
13027 – Scopa (VC)
Tel. 389.7845944
Dove mangiare
Ristorante Pianebelle
Località Pianebelle
13019 – Varallo Sesia (VC)
Tel. 0163.51320
Ristorante La Marmotta
Località Chiesa, 2
13020 – Vocca (VC)
Tel. 0163.560911
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