» Hotel & Co.
» Prodotti
» Artigianato
» Scopri
» Traghetti
» Auto
» Voli
» Edoardo Raspelli
» Itinerari
» Gastronomia
» Enologia
» Arte e cultura
» Artigianato
» Bellezza e benessere
» Sport e Natura
» Ricette
Riaperta nell’aprile del 2009 in seguito a una riorganizzazione interna, la Pinacoteca d'Arte Francescana a Lecce è tornata a presentare al pubblico le sue 128 tele di arte sacra, realizzate tra il XVI e il XVIII secolo da frati francescani salentini. Questa parte di Puglia è così tornata ad arricchirsi di un piccolo ma prezioso gioiello che racconta l’arte sacra salentina tra Barocco e Controriforma.
Le origini del museo di Lecce risalgono al 1968, quando, nelle sale del piano superiore della residenza cinquecentesca del ricco nobile leccese Fulgenzio della Monica, fu inaugurata la Pinacoteca d’Arte Francescana di Lecce. A ideare e organizzare di questa singolare collezioni d’arte salentina è stato il francescano Padre Egidio De Tommaso, che ha salvato e protetto in opere pittoriche preziose uscite dal cuore e dal pennello di umili e spesso anonimi frati del XVII e XVIII secolo.
La maggior parte dei dipinti esposti in questa piccola perla d’arte del Salento hanno diversi comuni denominatori: appartengono per la maggior parte allo stesso periodo storico, ossia quello del Barocco e della Controriforma cattolica, sono di autore ignoto e provengono dai conventi francescani sparsi sul territorio delle provincie di Lecce, Taranto e Brindisi. Ma la Pinacoteca d'Arte Francescana a Lecce custodisce anche dipinti, bozzetti e disegni del noto pittore francescano Raffaello Pantaloni (1888-1952), al quale è dedicata una mostra permanente con oltre cinquanta opere rappresentative del suo iter artistico.
Al termine del percorso nel museo di Lecce si può visitare il Ninfeo di Fulgenzio, costruito nella roccia secondo i modelli dei teatri ellenistici e romani. Il ninfeo era un luogo privilegiato per rinfrescarsi nelle giornate afose e torride dell'estate pugliese, in quanto refrigerato dalle acque zampillanti delle fontane e in genere - così anche in questo caso - era collegato ad un calidarium.
Per saperne di più
www.pinacotecafrancescanalecce.it
www.comune.lecce.it
Consigli Utili
Dove dormire
B&B Il Castello
Corte dei Tolomei, 10
73100 - Lecce
tel. 0832.241670
B&B Five Rooms
Via Gramsci, 13
73100 - Lecce
tel. 0832.455535
Dove mangiare
Ristorante Gino & Gianni
Via Adriatica Km 2
73100 - Lecce
tel. 0832.399210
Trattoria Fiori di Zucca
Via Forlanini, 26
73100 - Lecce
tel. 0832 .230313
Restaurato di recente, il Museo di Santa Caterina di Treviso è diventato la sede principale dei Musei Civici trevigiani. Chi è interessato a un tour culturale di Treviso, non dovrebbe mancare una visita al complesso trecentesco, fulcro dell’arte trevigiana.
Oltre alla chiesa, l’itinerario culturale trevigiano continua nell’ex convento, che si affaccia internamente su due chiostri cinquecenteschi entrambi di gusto rinascimentale. In questa struttura si sono recentemente insediati i Musei Civici di Treviso, che comprendono anche il Museo Luigi Bailo, attualmente chiuso al pubblico per restauro, e il Museo Casa da Noal. In particolare dal museo trevigiano Bailo sono state trasferite al Museo di Santa Caterina di Treviso la Sezione Archeologica e la Galleria d’Arte Moderna.
La chiesa di Santa Caterina ospita al suo interno una serie di affreschi, tutti eseguiti tra la seconda metà del Trecento e i primi decenni del Quattrocento, che costituiscono una delle più interessanti antologie di pittura murale medievale in Veneto. Tra i dipinti spiccano le “Storie di Sant’Orsola” di Tomaso da Modena, uno dei capolavori assoluti dell’arte trevigiana e italiana del Trecento.
Oltre agli splendidi affreschi, il Museo di Santa Caterina di Treviso si è arricchito della collezione archeologica e delle opere d’arte medievale, rinascimentale e moderna del Museo Luigi Bailo.
Il percorso archeologico rappresenta un emozionante viaggio attraverso i trecentomila anni di presenza e d’attività umana documentati nel territorio tra le Prealpi, il Piave e il Sile fino alla formazione del centro urbano di Treviso.
Negli ambienti al primo piano dell’antico convento del Museo di Santa Caterina di Treviso è visibile, in allestimento provvisorio, una prefigurazione con opere selezionate di quella che sarà la galleria dedicata alle importanti collezioni di arte medievale, rinascimentale e moderna, prevalentemente di artisti veneti. Nell’ala delle ex Scuderie, inoltre, è temporaneamente allestita un'esposizione dedicata alla pittura veneta del XIX sec. Vi è presente, insieme a un numero scelto di opere civiche, l'importante collezione del lascito testamentario della trevigiana Teresita Lorenzon Gaetani, costituito da oltre 80 opere, tra le quali spicca come autore Luigi Serena.
Per saperne di più
www.museicivicitreviso.it
www.comune.treviso.it
Consigli Utili
Dove dormire
Villa Abbazia
P.zza IV Novembre, 3
31051 Follina (TV)
Tel. 0438.971277
Agriturismo Althe'a
Via Confin, 57
31029 Vittorio Veneto (TV)
Tel. 0438.560511
Simply Home Villa Scalabrini
Via G.B. Scalabrini, 3
31017 Crespano Del Grappa (TV)
Tel. 0423.539236
Alla Croce
Via Chiesa, 19
31047 Ponte Di Piave (TV)
Tel. 0422.754293
Dove mangiare
Trattoria San Tommaso
Borgo Mazzini, 5
31100 Treviso
Tel. 0422 591180
Ristorante Ai Mulini
Strada di Mure, 19
31100 Canizzano (TV)
Tel. 0422 401905
Ristorante La Posta
Piazza V. Emanuele, 20
31053 Pieve Di Soligo (TV)
Tel. 0438.83338
Ristorante Alla Pergola
Via Roccat e Ferrari, 29
31030 Valdobbiadene (TV)
Tel. 0423.975580
Se l’anno di fondazione è recente (il 1993), altrettanto non si può dire né della sede, né degli oggetti che raccoglie. Stiamo parlando del Museo Diocesano di Mazara del Vallo che, tra le mura del monumentale edificio settecentesco del Seminario dei Chierici, raccoglie argenti e suppellettili liturgiche di straordinaria bellezza, che vanno dal XIV al XIX secolo. Croci, reliquiari, ostensori, pissidi, pianete e piviali, commissionati dai vescovi di Mazara, testimoniano la raffinata abilità e la vasta produzione di maestri argentieri e orafi spagnoli e toscani, palermitani e trapanasi e rappresentano un vero e proprio tesoro di arte sacra siciliana.
Il Museo Diocesano di Mazara del Vallo, connotato da una forte identità storico-artistica e religiosa, raccoglie testimonianze estremamente significative per la storia della città e del territorio. Il percorso del museo del trapanese si snoda attraverso un iter espositivo che propone le opere nel loro susseguirsi temporale e consente al visitatore di inoltrarsi in uno dei più importanti musei d'arte sacra in Sicilia. Il Museo Diocesano di Mazara del Vallo raccoglie sostanzialmente il Tesoro della Cattedrale, arricchito nella lunga storia della Diocesi (correva l’anno 1072) dal contributo dei diversi vescovi succedutisi, ma anche reperti provenienti da altri centri della diocesi. Tra questi, il pezzo d'argenteria più antico è una croce processionale datata 1386, proveniente dalla chiesa madre di Salemi.
Oltre alla sezione di argenteria sacra, il museo del trapanese include anche opere di altre discipline artistiche, dalla pittura, alla scultura marmorea e lignea.
Il Museo Diocesano di Mazara del Vallo è ospitato nel palazzo del seminario vescovile. Realizzato nella prima metà del 1700, la sede del Museo Diocesano di Mazara del Vallo è un edificio imponente, frutto di molteplici rimaneggiamenti e ampliamenti. Ha un ampio loggiato su due ordini retto da undici doppie arcate sorrette da pilastri quadrati e rettangolari. Molto bello il portone di gusto barocco che si affaccia sulla centrale Piazza della Repubblica.
Per saperne di più
www.museodiocesanomazara.it
www.provinciatrapani.com
www.comune.mazara-del-vallo.tp.it
Consigli Utili
Dove dormire
Hotel Ruggero II
Via Montevideo
91026 Mazara del Vallo
Tel. 0923 944651
Dove mangiare
Ristorante L'Approdo
Via Don Luigi Zangara, 85
91014 Castellammare Del Golfo (TP)
Tel. 0924.31525
Viaggiare nel tempo dall’era glaciale a oggi, scendere dalle Dolomiti fino a valle solcando boschi di mezza montagna, scoprire un caleidoscopio di ambienti diversi racchiusi in un piccolo spazio. Visitare il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige è questo e molto altro.
Questo museo di Bolzano, ospitato nella Casa Principesca nel centro della città, offre al visitatore un percorso storico, culturale e scientifico attraverso una delle regioni europee più ricche di contrasti, illustrando la formazione e le caratteristiche delle sue zone montane e di fondovalle.
Il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige trova spazio nella Casa Principesca, l’antica sede tardo-gotica di riscossione dei censi fondiari e dei diritti di dogana dell’Imperatore d’Austria Massimiliano I, la cui prima testimonianza storica risale al 1500. Divenuto proprietà delle Stato Italiano negli anni ’70 e passato poi alla Provincia di Bolzano, nel 1997 l’edificio è divenuto sede del Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige con l’organizzazione di una mostra temporanea. Due anni e mezzo più tardi furono ultimati anche i lavori di realizzazione dei locali destinati all’esposizione permanente del nuovo museo di Bolzano.
Il Museo di Scienze Naturali dell’Alto Adige raccoglie oggetti e materiali inerenti alla natura dell’Alto Adige. Nel museo di Bolzano si vive tutta la complessa e affascinante storia delle Dolomiti, attraverso un panorama completo, con supporti della tecnologia moderna, ricostruzioni e descrizioni approfondite che insegnano a scoprire il mondo naturale del Trentino-Alto Adige.
I vari piani raccontano le origini, l'evoluzione delle varie specie animali, le varie glaciazioni e i livelli di vegetazione, dalle valli, alle pendici fino all'alta montagna. Oltre all'esposizione permanente, dove si possono osservare anche animali vivi e un acquario marino con barriera corallina da 9.000 litri (il più grande dell'arco alpino), il museo di Bolzano offre varie mostre temporanee e attività didattiche.
Per saperne di più
www.museonatura.it
www.bolzano-bozen.it
Consigli Utili
Dove dormire
Designhotel Greif
Via della Rena, 28
39100 Bolzano
Tel. 0471.318000
Dove mangiare
Ristorante Vogele
Via Goethe, 3
39100 Bolzano
Tel. 0471.97393
È una lunga storia quella che vanta la Pinacoteca di Varallo, museo in provincia di Vercelli istituito nel 1887 con lo scopo di salvaguardare e conservare i beni artistici della Valsesia, i quali, in molti casi, rischiavano di essere distrutti o dispersi. Oggi la Pinacoteca raccoglie opere ascrivibili dal XV al XX secolo e si presenta come uno dei maggiori punti di riferimento per l’arte in Valsesia.
La Pinacoteca di Varallo possiede una raccolta di notevole valore artistico. Sono 3.300 le opere dal XV al XX secolo conservate nel museo in provincia di Vercelli tra affreschi, tavole, tele, bronzi, gessi, arredi, disegni e maioliche. Tra le opere più importanti figurano testimonianze dell’arte scultorea valsesiana, come per esempio il raffinato gruppo della “Pietra dell’Unzione”: otto statue colorate della fine del secolo XV, in grandezza naturale e recentemente restaurate. Tra i grandi artisti presenti nelle collezioni vanno annoverati Gaudenzio Ferrari per il Rinascimento e Antonio d’Enrico, detto Tanzio da Varallo, il maggiore rappresentante della pittura del Seicento in Valsesia. L’Ottocento è rappresentato da opere pittoriche di artisti valsesiani e piemontesi. La Pinacoteca di Varallo ospita anche un prezioso corpus di oltre mille disegni databili tra XVI e XX secolo. Di grande prestigio, infine, è la collezione di maioliche italiane “Francesco Franchi”, che raccoglie 194 esemplari dal XIV al XVIII secolo delle più importanti manifatture italiane.
L’idea di costituire un museo in provincia di Vercelli che raccogliesse e conservasse le testimonianze artistiche della Valsesia fu presa nel 1887 da due meritorie associazioni: la "Società d'Incoraggiamento allo Studio del Disegno" e la "Società di Conservazione delle Opere d'Arte e dei Monumenti in Valsesia", oggi fuse in una ONLUS. La prima struttura della Pinacoteca di Varallo prese vita sulla base dei preesistenti nuclei di materiale di proprietà delle due società. Nel corso del tempo le collezioni si arrichhirono grazie ad acquisizioni mirate e donazioni e alla fine degli anni ’50 la Società di Conservazione acquisì gran parte del Palazzo dei Musei e la Pinacoteca di Varallo fu riordinata occupando un quindicina di sale tra primo e secondo piano.
Per saperne di più
www.pinacotecadivarallo.it
www.comune.varallo.vc.it
Consigli Utili
Dove dormire
Hotel Il Convento
Via G. Ferrari, 7
13039 Trino Vercellese (VC)
Tel. 0161.801325
Dove mangiare
La Locanda del Bue Rosso
Corso Giuseppe Rigola, 130
13100 Vercelli
Tel. 0161.218748
La storia italiana, almeno quella degli ultimi cinquant’anni, rivive in un luogo ben preciso: nel Museo Storico di Piana delle Orme. In questo curioso museo nei dintorni di Latina, unico nel suo genere in Europa, la cultura e la storia affascinano, coinvolgono e divertono.
Più che di un solo museo di tratta di un parco storico, formato da un insieme di musei collegati tra di loro dalla storia italiana del Novecento. Istituito nel 1997, il Museo Storico di Piana delle Orme nasce dalla collezione di un privato, ricca di circa 50.000 pezzi militari, della civiltà contadina e della vita materiale. I pezzi esposti nel museo di Latina sono raccolti in due settori espositivi: il Settore Agricolo e il Settore Bellico, suddivisi a loro volta in diversi padiglioni. L’esposizione del parco storico, oltre a offrire la conoscenza delle caratteristiche tecniche e funzionali delle macchine, dei veicoli e degli attrezzi, ne permette la collocazione nel tempo e nello spazio, così da offrire un efficace metodo di lettura storico-culturale.
Questo percorso del Museo Storico di Piana delle Orme comprende i seguenti padiglioni: Bonifica delle Paludi Pontine; Mezzi agricoli d’epoca; Vita nei campi; Giocattolo d’epoca e modellismo. Il viaggio nel tempo inizia con la bonifica, la grande epopea che negli anni ’30 trasformò radicalmente il territorio pontino, a cui seguì la colonizzazione e la costruzione delle “città nuove”. Dopo un excursus nella vita degli Cinquanta e Sessanta si entra, infine, nel mondo affascinante del giocattolo d’epoca.
Il secondo percorso del Museo Storico di Piana delle Orme si articola in ben sei padiglioni: Mezzi bellici d’epoca; Da el Alamein a Salerno e Messina; Sbarco di Anzio; Battaglia di Cassino; Mezzi bellici riconverti a uso civile e Deposito riserve (visitabile la 2° domenica di ogni mese). In questo settore del parco storico pontino immagini, filmati, mezzi e veicoli mostrano alcuni dei principali fronti della Seconda Guerra Mondiale e illustrano un percorso storicamente strutturato che prende l’avvio dalle cause che condussero al conflitto. L’esposizione del museo di Latina vanta alcuni pezzi unici, quali il carro armato protagonista del film di Roberto Benigni "La vita è bella" e lo Skipper, il Caccia USA ammarato nel 1944 per un guasto al motore.
Per saperne di più
www.pianadelleorme.com
www.latinaturismo.it
Consigli Utili
Dove dormire
Park Hotel Latina
s.s. 156 via dei Monti Lepini, 25
04100 Latina
Tel. 0773.240295
Dove mangiare
Ristorante La Darsena
Via Casali Di Paola, 6
04016 SABAUDIA (LT)
Tel. 0773.596528
Ristorante Il Quadrifoglio
Via Pontina KM 106,500 SS 148
04019 TERRACINA (LT)
Tel. 0773.730317
Ristorante Vesuvio
Piazza Romana, 7
04010 CORI (LT)
Tel. 06.9677481
Tutti i contenuti del sito www.originalitaly.it, compresi testi, documenti, marchi, loghi, immagini, grafica, la loro disposizione e i loro adattamenti sono protetti dalla normativa sul diritto d'Autore e dalla normativa a tutela dei Marchi (Legge 22 aprile 1941 n.633 e successivamente modifiche, Regio Decreto n.929 del 21 giugno 1942 e successive modifiche) e sono coperti da copyright. Il sito www.originalitaly.it può contenere anche immagini, documenti, loghi e marchi di terze parti che hanno espressamente autorizzato OriginalITALY S.r.l. alla pubblicazione nel sito www.originalitaly.it. Anche il suddetto materiale di terzi è protetto dalla normativa sul diritto d'Autore e a tutela dei marchi ed è coperto da copyright. Non è consentito copiare, alterare, distribuire, pubblicare o utilizzare i contenuti del presente sito senza autorizzazione specifica di OriginalITALY S.r.l.
con Socio Unico
Sede Legale
20124 Milano (MI) - Italy - Via Cartesio, 2
Cap. Soc. € 54.000 i.v. - R.E.A. Milano n. 1887344
Direzione Generale
20131 Milano (MI) - Italy - Via A. Stradivari, 1
Tel.: +39 02.546.8620
Fax: +39 02.550.169.93
