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“Con l’avanzare dell’età mi piacciono sempre di più le cose semplici, che rimangono sempre le migliori. Io non faccio cucina innovativa ma soltanto buona cucina, con pochi ingredienti armoniosi tra loro, curata e senza prodotti anomali o poco genuini…”. Nettare, ambrosia, miele: queste sono le parole, le dichiarazioni fatte a Tommaso Farina di Libero da parte di Joël Robuchon sommo chef parigino troppo presto andato in pensione(già finita) e che ora, all’inizio del sesto decennio della sua vita,lancia, in breve parole, il manifesto planetario della buona cucina; la grandezza è nella semplicità, nella freschezza della materia prima, nel rispetto di quello che ci offre la terra, madre, non prostituta. Vania Zoppini, cuoca e ristoratrice, nella bassa mantovana ricalca, magari senza saperlo, le orme le parole e la filosofia del grande francese: lei, l’annuncio che fa “piatti della tradizione” magari non lo dichiara ai giornali ma lo mette sui bigliettini di visita del suo ristorante.
Che poi il paesetto di Acquanegra ed anche questo suo ristorante non siano nemmeno citati dalla sguida Nichelìn, la dice lunga su certe pubblicazioni dall’aureola immeritata, regalata da stampa acritica connivente e conviviale. Il breve e strettissimo ponte che unisce due province (Cremona e Mantova) collega anche due angoli di Lombardia di rara bellezza: veniteci ora e godetevi gli incredibili silenzi, gli inaspettati profumi,di questo parco fluviale immacolato.Poi, entrate nella antica trattoria che per decenni ha sfamato viandanti con pesce fritto e bigoli al torchio e che ancora oggi regala il nitore di un semplice ma accurato ambiente dove sarete presi per la gola.
Come pre-antipasto eccovi la suadente leccorniosità della frittata di tarassaco dei campi d’attorno, poi io non mi sono perso tre assaggi di antipasto:la frittura croccante di zucchine e gamberetti (i saltarei: vengono dalla laguna di Venezia), l’elegante timballo di luccio(pescato nel Garda) con crema di patate,la succulenza dell’anguilla (la allevano alla cooperativa Sette Frati di Goito) con cipolle di Tropea. Tre anche i miei assaggi di primi: i casalinghi agnoli in brodo, i tortelli di zucca rossi (come da tradizione locale)di soffritto di pomodoro, i bigoli (spaghettoni artigianali) al torchio con gli assortiti pesci di acqua dolce (in primis il pesce gatto). Al secondo, filettini di pesce persico fritti e l’anguilla, di nuovo strepitosa, insaporita e sgrassata di limone, prima di passare all’anatra (viene da un altro allevamento locale,Verba,di Acquanegra) sontuosamente mandata in casseruola. Si chiude in gloria con i dolci casalinghi: io ho preso la torta di mele in salsa da zabaglione e mascarpone. 40-50 euro e tanta voglia di ritornare. Chiuso: Lunedì e martedì
Carte di Credito: Tutte