Voto 17/20
La votazione indicata è stata espressa personalmente da Edoardo Raspelli dopo aver visitato la stuttura.
Riapre con la primavera; sfolgora in tutto il suo splendore con l’arrivo della bella stagione. Nel cuore incantato della Valpolicella, in un angolo che non ha ancora visto (corna bicorna) l’oltraggio del cemento, il ritrovato verde dei prati, dei campi e dei filari di uva è il primo motivo di gioia.
Siete in un angolo appartato, nel silenzio, nel dolce panorama delle prime colline, basse ma fasciate, di sera, da mille piccole tremule luci. Un “relais & chateaux”, un fiabesco posto d’incanto mandato avanti con tutto l’amore e la professionalità possibile, tra non poche difficoltà, da una coppia che unisce amabilità classe discrezione.
Gli ambienti si succedono, fasciati di legno e vetri antichi, per la vostra gioia.
Poi, in cucina, c’è Bruno Barbieri, furetto della gastronomia italiana, chef di valore mondiale, un passato dal Trigabolo di Argenta alla Locanda Solarola di Castel Guelfo di Bologna, che vi prenderà per la gola, innanzi tutto, già dall’inizio.
Chiedetegli il suo pre-antipasto ed eccovi arrivare una valanga di venti o più assaggini diversi in un unico grande piatto che sarà da andar giù di testa. È l’equivalente, all’inizio del pasto, quindi sul salato, di quello che Gianni D’Amato fa, al momento del dolce, nel suo Rigoletto di Reggiolo. In entrambi i casi l’apoteosi della gola.
Ed allora venite qui per le doratine di cervella di vitello, per gli scampi gratinati, l’insalata tiepida di piccione, la zuppa di lenticchie, i ravioli di zucca e quelli di baccalà, i tortelli di fagianella, il tegame di pesci al vapore, il rombo in crosta di patate, il piccione fondente…
Alla carta saranno 150 euro, ma ci sono anche tre menu degustazione partendo da un terzo!