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L’8 di aprile così scrivevo sulla Stampa a proposito dell’ipermoderno, immaginifico hôtel Luise di Riva del Garda: “Una sfida ed una scommessa: la sguida Nichelìn mi mandi la fotocopia della fattura pagata qui da uno dei suoi ispettori negli ultimi due anni, diciamo anche tre da oggi, ed io mi vesto da penitente e vado in centro a Milano a battermi il petto. Già, perché non è possibile pubblicare dei resoconti come quello che il libretto rosso (di vergogna?!) dedica a questo albergo di Riva del Garda”.
Ovviamente non mi è mai arrivato nulla. Mi voglio rovinare e chiedo alla Guida che nasce a Pero di mandarmi la fotocopia del conto pagato da qualcuno della sua decina (sic!) di ispettori in questo ristorante ligure. Ma come si fa a scrivere di “menu innovativi” per questo eccellente ristorante di pesce tradizionale?! Ma si vuole mandare via la gente dalle tavole di casa nostra? Per fortuna che non gli ho creduto: qui, trovate, con eleganza, i piatti della tradizione, i sapori della Liguria, gli ingredienti del territorio…alla faccia della sguida Nichelìn che qui o non c’è mai stata o non si ricorda bene che cosa ha mangiato… Se vogliamo, il locale non è forse godibile al massimo nel periodo estivo,racchiuso com’è tra le quattro mura che si aprono su via Maragliano, perpendicolare alla passeggiata mare ma di quei pochi numeri civici all’interno che gli danno tranquillità, silenzio ma che, anche, lo privano dell’affaccio marino. Voi lasciate ai fritti puzzolenti delle pizzerie di Santa il piacere dello sciabordìo e gustatevi questa piccola sala accogliente, calda, raccolta, quasi romantica pur nella sua lucentezza.
Tra esposizioni di invitanti superalcolici, a divanetti e sedie dove fa capolino l’eleganza della pelle, in mezzo a bellissime opere d’arte contemporanea, ecco i piatti di un menu elencato preferibilmente a voce, che unisce la carne al pesce. Nella mia visita primaverile eccomi fare una scorpacciata, innanzi tutto, del suntuoso assortimento di crudi: scampi di Santa Margherita, ricciola, pesce lampuga, polpettine di nasello, gallinella; poi l’invitante misto antipasto cotto: treccia di sogliola con zucchine trombette, vellutata di fagioli di Pigna con scampi, totani a vapore e fritti…Tre i miei succulenti assaggi di primi: trenette al forno con scampi (con troppo rosmarino:forse è qui che la Nichelìn ha trovato i piatti “innovativi”), tagliolini all’uovo con scorfano, spaghetti Latini con seppie e bottarga (meravigliosi). Al secondo, tonno di Carloforte fatto andare al vino Rossese ed orata locale al vapore. Al dessert, fatti in casa, squisiti i due dolci da me scelti: bavarese di mandarance e gelato alla crema con bucce di arance amare. Pranzo medio completo con 70-80 euro (compresi, accidenti, 3 euro di coperto) ma c’è anche un menu degustazione a 35 più le bevande. Insomma, un posto da scoprire(anche per la Nichelìn, forse).
Carte di Credito: Tutte
Chiuso: In estate aperto solo la sera.
Chiuso lunedì