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Anch’essi spariranno. Anch’essi, inutile reliquia di un’agricoltura che voleva difendere la sua italianità, verranno sradicati, superfluo richiamo ad un panorama sempre più omologato. Che fine faranno quelle colline, quei dolci declivi pieni di noccioleti che da Alba, capitale del tartufo e della Nutella, salgano verso la montagna dell’Alta Langa? Ora che la Ferrero ha depositato in Argentina il marchio della nocciola più pregiata, la Tonda Gentile delle Langhe, ora che si appresta ad invadere il mercato e l’Italia di un frutto a basso prezzo,a che cosa servirà il lavoro degli Albesi? Nocciole dalla Turchia o dall’Argentina, oli vegetali saturi (di palma e di cocco) dall’Africa…chi avrà il coraggio di definire prodotto italiano la più celebre delle creme in vendita in Italia e nel mondo? E voi salite, salite, imprecando per chi grida “Omologazione! Omologazione” senza vedere che qualche volta… “i cinesi siamo noi”. L’Alta Langa vi aspetta ancora con le sue strade poco trafficate, con i suoi ricordi di povertà, con la sua economia ancora agricola (prima che cada nel baratro della terra inutile). E’ una meraviglia uscire a Carrù dalla Savona-Torino, prendere per Dogliani e, dopo Farigliano, girare a destra verso Belvedere delle Langhe e Murazzano. Si sale con i panorami inondati di neve delle ultime nevicate. Vi fanno ala le grandi edicole sacre di una desueta Via Crucis. Un tasso scappa tra i viottoli; la cantina Luigi Einaudi e la mole della sfarzosa settecentesca chiesa parrocchiale vi indicano che siete arrivati. Una breve deviazione all’interno della strada principale vi immerge tra le vigne del Dolcetto di Dogliani. La vostra meta è lì, sulla destra, azienda agricola vera e reale che dall’ospitalità ricava soltanto parte delle sue entrate, come è giusto. L’ospitalità è calda ma semplice, per qualche aspetto addirittura spartana, ma è l’essenzialità della vita di campagna, di una vita fatta anche con un bagno in comune tra due stanze comunicanti. La famiglia dei titolari è qui dal 1969. Ora, papà mamma e due figli, si occupano della campagna e di questa grande ampia cascina che hanno reso piacevole ordinata e moderna (ed i cui lavori di ristrutturazione sono ancora in corso). C’è venuta la troupe di Melaverde, l’hanno scoperta i nazionali olandesi durante le Olimpiadi, ci vengono i turisti stranieri che inforcano le biciclette messe loro a disposizione per conoscere un autentico ed antico Piemonte. Una grande aia ordinata che fa da comodo parcheggio, la lunga bella facciata dai tetti spioventi con i ballatoi delle camere, l’elegante (anche troppo) centrale scala a chiocciola sul pavimento di marmo…le stanze confortevoli nella loro semplicità, con i doppi vetri che vi escludono anche dall’ultimo rumore, il latrato di un cane. Niente TV né telefono né frigobar ma prima colazione con i prodotti della zona e tanta familiare attenzione.
Prezzi
Singola: 35,00 euro
Doppia: 55,00 – 70,00 euro
Prima colazione: compresa