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L'oscena statale 38, la strada nazionale che rappresenta al meglio lo scempio che gli italiani hanno fatto dell'Italia, modello di colata di cemento, di fabbrichine fabbrichette e fabbricone che hanno distrutto vigenti e meleti e che hanno coperto una delle valli più belle del mondo, piano piano dimentica le sue distruzioni. Piano piano diminuisce l'ininterrotta teoria di magazzini e vetrine e la vista si apre, come una volta, verso il mondo agreste, verso i ricordi di agricoltura e campagna.
Ma per far questo ne avrete fatti di chilometri, voltando le spalle a Colico, chiudendo gli occhi, via via, sullo sfascio edilizio (lungo la trafficatissima statale) di Delebio, Morbegno, Berbenno, Sondrio... Man mano che si sale verso Bormio le cose migliorano poi, appena dopo Tresenda, eccovi un cartello sulla sinistra che vi fa salire, come ho fatto io, a questo piccolo ghiotto eremo. La trovate in cima a Bianzone, acquattata in un angolino di paese, lungo una strada che ha il sapore della poesia: "via ai Monti". Al piano terra avrete una bottega, un microscopico market di paese, funzionale e sociale, poi gustatevi questa casetta (ha anche un sito: andatevelo a vedere) semplice, con porticato e terrazzetta, le cascate di gerani che inghirlandano i balconi e le finestre che vi fanno affacciare dall'alto, dall'opportuno lontano, sulla Valtellina e le sue compromissioni.
"Locanda e tipica trattoria" è l'insegna dell'Altavilla di Anna Bertola: manca un sostantivo, ambasciatrice della valle. Qui trovate, all' ingresso, tutti i dépliant di quanto potrete trovare nella provincia di Sondrio. E perdoniamole anche il fatto di regalare un pieghevole illustrato ricco ma bugiardo, firmato da Regione Lombardia, Provincia e Camera di Commercio di Sondrio. Dentro c' è scritto che la Bresaola della Valtellina a Indicazione Geografica Protetta è fatta "con i migliori tagli della coscia posteriore del manzo" ed è una menzogna, o, meglio, vale per l'1 per mille della Bresaola della Valtellina (e della omologa svizzera, la "carne secca dei Grigioni"): in effetti si tratta di carne congelata di zebù che arriva dal Brasile.
Ma a voi che ve ne importa, se la bresaola poi è buona come quella che vi viene servita qui, in triplici assaggi differenti, in questa intima calda romantica rustica saletta, ad aprire un menu di Terra Territorio e Tradizione: gli sciatt (le frittelle) di grano saraceno e formaggio, i pizzoccheri (ahimè, anche qui, di grano saraceno in Valtellina ce ne sono due ettari, l'equivalente di due campi di calcio: "il resto viene dalla Cina, importato da una ditta olandese"...), ravioli, minestrone con le trippe,patate in padella e filetto alla griglia, Bitto delle Valli del Bitto invecchiato da Ciapponi di Morbegno, torta di noci e sorbetto al raro, inarrivabile amaro Braulio riserva. 45-50 euro spesi volentieri.
Carte Di Credito: AE BA VISA CS EC MC
Chiuso: Lunedì sera e tutto martedì