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Dovrete andarvelo a cercare questo angolino sobrio ed accurato. Dovrete andarvelo a guadagnare, tra qualche curva e qualche avallamento precollinare, questo posticino che nel suo biglietto di visita ha l’emblema che mi piace sempre di più: “Il piacere della cucina semplice”. Siete nella parta bassa della pianura padana, sotto l’infernale autostrada che collega Bergamo con Brescia, a metà strada, più o meno, tra Martinengo e Chiari, sotto Palazzolo dell’Oglio. Dovrete salire in cima al piccolo borgo, parcheggiare nella deliziosa piazzetta alberata, tra la banca la chiesa ed il bar, girare l’angolo ed eccovi questa insegna che, completa,fa “Osteria Il Vecchio Larry”. Fuori, una verandina coperta per mangiare un boccone appena la stagione lo consentirà, dentro, il fascino di un ambiente le cui mura risalgono al 1200-1400. E’ il regno di Marco Brescianini, omone grande e grosso di chili e simpatia, che è arrivato alla ristorazione, a questo tipo di ristorazione, portato, trascinato, dalla passione e dall’entusiasmo. La sua famiglia è originaria di un comune a pochi passi da qui: il papà faceva l’ambulante e vendeva formaggi di qualità in ogni angolo di Lombardia, ma in particolare tra Bergamo e Brescia. Formaggi e salumi sono subito entrati tra le passioni del figlio che, nel tempo, si è innamorato anche del basket americano. Quando ha aperto un locale tutto suo, questa Osteria, eccolo dedicarlo ad un campione di quello sport. Oggi lui è in cucina, ma esce in sala in semplicità e con il suo carico di simpatia travolgente a prendere le comande, che poi vi porteranno la moglie e qualche aiuto. L’ambiente è simpatico ed invitante:oltre la veranda esterna, eccovi l’ingresso con il settore del bar, con un mare di cassette di legno che hanno poi vera rispondenza nei più bei nomi dell’enologia italiana che ritrovate nella carta. Non per niente si chiama osteria ed ecco quindi il suo menu grande come un lenzuolo, scritto in caratteri cubitali, aprirsi con la serie delle bruschette e degli “affari di gola” (formaggi freschi, stagionati, crudi o infornati). Poi ci sono i taglieri: toscano di Cinta Senese, Emiliano (grande prosciutto crudo di Parma), misto… In genere ogni giorno ci sono anche due-tre primi (dagli gnocchi al formaggio Bagoss al risotto ai funghi porcini, della bresciana Valle Camonica…). Poi spazio alle carni, in modo originale e piacevolissimo. Qui, infatti, potrete scegliere varie ricette diverse (fiorentina, costata, tagliata, filetto, battuta, milanese…) ma la grande curiosità é che potrete scegliere voi la provenienza: si va dal bue di Moncalvo d’Asti della macelleria Motta di Inzago, alla Bovina Piemontese del Coalvi, alla carne spagnola tedesca ed olandese che vende Cecchini di Panzano di Greve in Chianti o quella della Cooperativa la Granda, di cui è socia Slow Food, macellata dal cremonese Cazzamali. Lunghe frollature, sapori decisi, chiusi da un tirami su e da dolci ciliegine. Semplicità e succulenza per 45-55 euro. Carte di Credito: Tutte Chiuso: I mezzogiorno di sabato e domenica e tutto lunedì