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VOTO 14.5/20
Non preoccupatevi se non sapete dov'è Padenghe sul Garda;non abbiate timore se, magari, non avete mai sentito nominare questa piccola località di 3500 abitanti della sponda lombarda del lago di Garda. Voi, arrivate a Salò, cittadina della storia, ahimé, e puntate sul Benàco. Tenete le sue acque sulla vostra destra, costeggiatelo uscendo da Salò in direzione di Gargnano e Riva del Garda e, dopo cinque minuti, sulla vostra destra, eccovi l'ennesima grande rotatoria europea che, in questo caso, forse, è giustificata e non distrugge panorami ed emozioni. Sulla sinistra, in alto, una struttura alberghiera omonima alla nostra meta (ma che non c'entra nulla): la vostra destinazione è sulla destra, dove una fitta serie di alberi regala riservatezza alla vostra macchina. Siete in un piccolo Nirvana: già il lungolago, in questo tratto, in questa stagione, non è trafficatissimo, poi avrete la piacevolezza già all'esterno di questo angolo gastronomico non noto come si meriterebbe.
Pensate: qui potette arrivarci anche in barca, magari dando un colpo di telefono, perché vi aspetta un pontile riservato che è proprio davanti al locale. Due passi nel verde ed eccovi in questo ristorante splendido nel cuore dell'estate con la sua grande veranda-terrazza all'aperto a pelo d'acqua affacciata sul porticciolo, ma pieno di fascino anche fuori dall'altissima stagione. In faccia a voi, se la giornata sarà serena, l'ampia vista del Benàco con Sirmione ed il suo castello che spuntano dall'acqua.
È il regno della famiglia Favalli: la mamma giovanilissima (che sembra la sorella appena appena maggiore dei suoi due figli bravi e professionali) ed i due giovanotti che si dividono cucina e sala. Li aiuta, tra i tavoli ed i fornelli, uno staff di gente che sa il fatto suo, che sa accogliere e vezzeggiare la clientela, che la sa prendere per la gola con attenzione cura ed educazione. Si sono fatti le ossa all'Elefante di Montichiari, albergotto della città di Aldo Busi la cui cucina brillava.
E brilla anche la cucina di questo elegante locale di taglio marinaro, tra le barche in acqua ed i simboli della marineria: foto, oggettistica, nodi..., alle pareti dei raffinati angolini dell'Aquariva.Alcune cose non vanno: anche nei bagni è, ovviamente, vietato fumare, ma è un'orgia di quei profumatori artificiali sui quali stava indagando a livello nazionale il torinese giudice Guariniello; si fa pagare coperto e servizio; l'aceto balsamico ed il culatello di Zibello sono quelli industriali; le posate sono scomodissime ed i tovaglioli piccolissimi. Di ben altre dimensioni la cucina, con piatti succulenti legati al mare: grande antipasto regalmente assortito di pesce crudo, capesante spadellate, gnocchetti di patate con scampi nostrani, spaghetti di Gragnano con vongole veraci di Goro, gran piatto di crostacei al vapore; al dessert, anche formaggi accompagnati da mostarde fatte in casa...Prevedete 80-90 euro in uno dei nuovi ristoranti più interessanti della Lombardia nel vostro percorso tra Torino e Venezia.
Prezzo di un pranzo medio: € 70,00 vini esclusi
Carte di credito: Tutte
Giorno di chiusura: da maggio a settembre sempre aperto; in inverno il lunedì tutto il giorno e martedì a pranzo.