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La cucina italiana và in Tv
Al termine della stagione televisiva, abbiamo deciso di incontrare Edoardo Raspelli e di fargli qualche domanda in merito alla cucina italiana e al polverone alzato da Striscia la Notizia, con la sua rubrica “Fornelli Polemici.
Sig. Raspelli, parliamo di cucina italiana che, in questa stagione televisiva, ha voluto avere al suo fianco Striscia la Notizia.
Effettivamente Striscia la Notizia, insieme alla sua rubrica di gastronomia “Fornelli Polemici”, ha imperversato in tutte le case degli italiani con più di 10.000.000 telespettatori attaccati alla tv, curiosi di conoscere gli sviluppi della vicenda.
Ma cerchiamo di ricostruire…
Sostanzialmente tutto è nato da vicende legate non a problemi sanitari e, in particolare, all’uso di additivi e prodotti chimici per rendere la cucina italiana più appetibile, più scenografica, più alternativa di quanto già non facciano i tanti chef che propongono una - aihmè ormai nota - cucina rivisitata.
Come mai questa cucina molecolare fa tanto scalpore? È davvero così pericolosa?
Tutto quello che non viene utilizzato nella giusta misura e, soprattutto da persone competenti, può essere pericoloso.
La cucina molecolare fa scalpore perché è nuova, perché desta curiosità, perché affascina: viene chiamata in causa la fisica, ma in realtà tutta la cucina è sottoposta a processi di fisica. Basti pensare al processo di cottura che rende possibile il passaggio di alcuni alimenti dallo stato solido a quello liquido. La cucina molecolare estremizza questi processi.
Può fornirci un esempio?
Per esempio il gelato immerso nell’azoto liquido, una elemento che consente di tenere bassa la temperatura sino a – 180°.
Quindi lei pensa che Striscia la Notizia abbia fatto un buon lavoro?
Certo, anche perché non ha puntato i fari solo su alcuni aspetti della cucina italiana, ma anche sul lavoro dei critici gastronomici e sulle guide gastronomiche in generale, alcune delle quali possono essere considerate attendibili e altre no. La gente deve sapere di chi o cosa fidarsi.