La cucina italiana… Dopo aver parlato delle guide gastronomiche italiane da Gambero Rosso a L'Espresso, da Michelin a Veronelli e aver affrontato il problema della crisi dei ristoranti e della ristorazione italiana, ci pare doveroso cercare di capire in quale direzione andrà la cucina italiana.
E il personaggio che può far luce su questo interrogativo è senz’ombra di dubbio il critico gastronomico Edoardo Raspelli.
La cucina italiana di oggi è una cucina “condizionata”, ha perso lo smalto e il brio creativo e personale dei grandi chef di una volta.
Si sogna e, sognando, non si guarda ai classici modelli che hanno sempre distinto la cucina italiana, ma si guarda oltre i confini italiani, si guarda ad esponenti della cucina internazionale, come Ferran Adrià.
Non lo sarebbe se non si volesse copiare a tutti i costi la cucina d’avanguardia internazionale.
Le nostre proposte, quelle della cucina italiana, stanno diventando ridicole, con porzioni che sono assaggi dai sapori evanescenti e insulsi.
La scuola italiana di cucina non può nulla, purtroppo, perché non ci sono i mezzi per la preparazione dei piatti.
Chi frequenta la scuola di cucina non apprende come si taglia un animale, non partecipa alla macerazione dei bovini; ci si limita a portare i ragazzi in macelleria per far vedere loro qualcosa.