La Via Francigena a Vercelli presenta alcune importanti testimonianze che risalgono al Medioevo e sono ancora in ottimo stato di conservazione. I monumenti della Via Francigena a Vercelli rappresentano quindi un breve e prezioso itinerario culturale in provincia di Vercelli.
La Via Francigena fu nei secoli medievali luogo di transito e incontro per pellegrini, mercanti, eserciti e cavalieri in viaggio tra Nord Europa e Italia.
Percorsa dai pellegrini diretti a Roma per visitare le tombe di Pietro e Paolo, la Via Francigena entrò a far parte della vasta rete di percorsi che segnava l'Europa del tempo, unendo i maggiori centri di spiritualità.
Il consiglio d'Europa ha dichiarato nel 2004 la Via Francigena 'Grande itinerario culturale' al pari del Cammino di Santiago.
Quando si parla di 'Via Francigena' ci si riferisce in genere all'itinerario di Sigerico, ossia alle tappe descritte dall'arcivescovo di Canterbury nel suo viaggio di ritorno da Roma, dove si era recato nel 990 per ricevere il pallium arcivescovile dalle mani del Papa.
Partendo da Roma, Sigerico fece tappa anche a Vercelli, che in quel tempo era un'area occupata da vaste selve con radure, prati e frequenti acquitrini.
Scoprire la tappa della via Francigena a Vercelli significa conoscere un patrimonio fatto di cultura, storia, natura e senso dell'ospitalità.
Dell'età medioevale in cui i pellegrinaggi si svolgevano sulla Via Francigena, Vercelli conserva molteplici testimonianze, tra cui la bellissima abbazia di Sant'Andrea che è un vero e proprio complesso. L'abbazia di Sant'Andrea costituisce uno dei primi e più significativi esempi di transizione tra lo stile romanico lombardo-emiliano e l'architettura gotica d'oltralpe.
La basilica di Sant'Andrea fu fondata infatti nel 1219 per volontà del cardinale Guala Bicchieri e completata nel 1227. Si tratta di un esempio precoce di architettura gotica italiana, ispirato a modelli cistercensi. Il cardinale decise di convocare da Parigi a Vercelli alcuni canonici di Saint-Victor e di affidare loro la titolarità dell'abbazia da edificare, nonchè dell'ospedale per i pellegrini di cui si iniziò la costruzione nel 1224. E proprio questi canonici portarono in terra padana le novità dell'architettura gotica sorte nell'Ile-de-France.
Bisogna tuttavia ipotizzare anche l'intervento di costruttori legati alla tradizione romanica lombardo emiliana, poichè nella realizzazione della basilica si assiste ad un fusione tra lo stile gotico e questa tradizione locale.
Guardando la chiesa di Sant'Andrea, dall'esterno si osserva distintamente come la navata laterale sia percorsa da contrafforti dai quali salgono archi rampanti (elementi tipici dell'architettura gotica) che si appoggiano alla navata centrale. L'alto tiburio a base ottagonale è sormontato a sua volta da una torre campanaria, anch'essa ottagonale, che termina in una cuspide piramidale in laterizio. L'abside è a pianta rettangolare, come tipico del gotico cistercense.
La forma della facciata mostra la derivazione della basilica dall'architettura romanica di area lombardo-emiliana attraverso elementi quali il tetto a capanna, i portali con archi a tutto sesto, il doppio ordine di loggette e la presenza del grande rosone (con rosa a dodici colonnine).
L'accesso alla basilica è assicurato da tre portali di foggia romanica decisamente strombati, ed ornati da quattro ordini di colonnine binate e da archi con sfumature di colore diverso.
Per saperne di più
www.comune.vercelli.it