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L'originale Museo del Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli è situato in posizione dominante eccezionale all'imbocco della Valle di Susa, e sia per la sua posizione, sia per la sua architettura, costituisce un’ottima meta per un itinerario culturale in provincia di Torino. Il Castello di Rivoli è una meta originale anche per la sua incompiutezza, poiché è costituito da un imponente edificio barocco, parte di un grandioso progetto mai concluso. Il progetto infatti fu avviato nel 1718 dall'architetto Filippo Juvarra su incarico di Vittorio Amedeo, quindi fu ripreso dall'architetto Carlo Randoni alla fine del Settecento, ma non fu portato a termine a causa dell'invasione delle truppe napoleoniche.

Una curiosità: con il trattato di Cateau-Cambrésis del 1559 venne stabilito che il duca Emanuele Filiberto non potesse stabilirsi nella città di Torino, finché non avesse avuto un erede maschio e il duca fissò la sua residenza al Castello di Rivoli, che venne restaurato e modificato dall'architetto Ascanio Vittozzi. Quando nel 1562 nacque il tanto atteso erede, Carlo Emanuele I, Emanuele Filiberto tornò a stabilirsi in Torino, nuova capitale del ducato sabaudo.

Il castello si trasforma in museo

Lasciato in stato di abbandono fino al 1979, il Castello fu restaurato completamente e finalmente nel 1984 venne inaugurato il Museo d'Arte Contemporanea del Castello di Rivoli con la prima mostra, "Ouverture". Oggi il Castello è diventato uno dei musei più conosciuti in Europa, ma i lavori continuano, con l’intento di portare il Castello al suo massimo splendore. Il settore più interessante del museo del castello di Rivoli e anche quello più scenografico è la cosiddetta Manica Lunga, che rappresenta il secondo nucleo monumentale della residenza sabauda di Rivoli, l'unica parte superstite del complesso seicentesco a seguito dell'interruzione del cantiere juvarriano. L'inusuale, asimmetrica conformazione, ben 140 metri di lunghezza per 7 metri di larghezza, si deve alla sua destinazione originaria a Pinacoteca, costruita per ospitare le collezioni di Carlo Emanuele I.

L'odierna destinazione espositiva rappresenta quindi un interessante caso di ripristino della funzione originaria. Anche la varietà architettonica delle sale del museo Castello di Rivoli costituisce un originale contesto per le opere d'arte contemporanea che vi trovano collocazione permanente o temporanea.

Franca dell'Arciprete
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