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La nobile magnificenza della Reggia di Colorno

Monumento grandioso

La Reggia di Colorno è un monumento grandioso che sorge accanto alla cittadina di Colorno e costituisce uno splendido itinerario culturale della provincia di Parma. La visita della Reggia di Colorno comincia dal cortile d’Onore dall’imponente struttura architettonica che presenta ancora i caratteri ideati dal grande scenografo Ferdinando Galli detto il Bibiena. La struttura attuale della Reggia di Colorno è quella che venne iniziata dal Duca Ranuccio II Farnese, signore di Parma, il quale nel 1660 volle rendere omaggio alla moglie Margherita Violante di Savoia, grande appassionata di caccia alla volpe. Risalgono all’inizio del XVIII secolo alcuni elementi della Reggia: l’alta balaustra che nasconde il tetto, le quattro torri che terminano in alto come aeree celle campanarie e le statue che coronano la cima del palazzo. La Reggia di Colorno subì fasi alterne di successo e splendore. Infatti Carlo di Borbone, divenuto Re di Napoli nel 1734, trasferì tutte le magnifiche collezioni della Reggia nella città Partenopea, dove oggi sono esposte al museo di Capodimonte.

Momento di grandioso splendore grazie al duca di Borbone

Ma nella seconda metà del XVIII secolo i nuovi Duchi Don Filippo di Borbone e la moglie Louise Elisabette detta Babette, figlia di Re Luigi XV di Francia, riportarono la vita di Palazzo ad un momento di grandissimo splendore. Trasformata da grandi architetti, tra cui il sommo Ennemond Alexandre Petitot, la Reggia di Colorno divenne in pochi anni una delle più sontuose residenze europee. Qui furono chiamate maestranze francesi che insieme agli artigiani di corte trasformarono gli interni della Reggia fino a renderli simili a quelli di Versailles. Dopo gli ampliamenti dei secoli successivi, che portarono la Reggia ad arricchirsi della cappella ducale di San Liborio e di un grande monastero domenicano di ben 99 sale, il Palazzo, perfettamente restaurato, offre al pubblico il Piano Nobile, il Giardino alla francese, l’Appartamento del Duca Don Ferdinando di Borbone. Il percorso di visita al Piano Nobile prevede 22 sale: dallo scalone Napoleonico sino alla sala da pranzo per le feste di Maria Luigia. Mancano arazzi, arredi e quadri originali, ma rimane l’arredo fisso, pavimenti in marmo policromo, porte con serrature in bronzo dorato e camini in marmo di stile rococò.

Franca dell'Arciprete
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