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Ivrea la bella: a spasso nella città famosa anche per il suo Carnevale

Non c’è piemontese che non consideri Ivrea la “capitale” del Canavese, ovvero di quella magica terra che si dispiega tra Torino e i confini della Valle d’Aosta. Ed è bella Ivrea, così bella che persino il grande poeta Giosuè Carducci ha voluto dedicarle una strofa della sua celebre poesia “Piemonte”: “...Ivrea la bella / che le rosse torri specchia / sognando a la cerulea Dora / nel largo seno, / fosca intorno è l'ombra di re Arduino...” E siccome da bellezza nasce bellezza, è bello dedicare proprio a Ivrea almeno un week-end: il tempo minimo necessario per scoprire tutto il fascino di questa città della provincia torinese dove è nata la prima macchina da scrivere: l’Olivetti, si sa, ha avuto qui la sua prima sede, e il nome di Ivrea è divenuto così noto in tutto il mondo.

Dal castello ai laghi

Il castello di Ivrea segna il profilo della cittadina piemontese battezzata Eporedia in epoca romana, in cui ricordo ancora oggi gli abitanti si chiamano eporediesi. A Ivrea, oltre al castello meritano una visita anche il Duomo, che sorge nella parte alte della città, antica acropoli e piazzaforte trasformata poi in cittadella religiosa, la Torre di S. Stefano, il Museo Civico Alessandro Garda e la chiesa di San Martino, al cui interno sono conservati preziosi affreschi. E anche nei dintorni Ivrea non manca di riservare piacevoli sorprese. Come, per esempio, il Castello dei Valperga a Masino di Caravino, il lago Sirio, il lago San Michele e il lago di Viverone, tutti splendidi squarci naturalistici a una manciata di chilometri dalla città.

Un carnevale leggendario

Se poi, programmate il vostro giro nel Canavese in febbraio, vi garantite la possibilità di assistere al celebre Carnevale Storico di Ivrea, uno dei più spettacolari e famosi della penisola: tutto si svolge secondo un rigoroso copione che rievoca l’uccisione di un tirannico feudatario da parte di una leggendaria mugnaia. E l’apice del carnevale di Ivrea si ha la domenica, il lunedì e il martedì grasso, quando ha luogo la spettacolare Battaglia delle Arance.

Patrizia Ribuoli
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