Dal Cusius, con riferimento ai suoi primi abitanti, gli Usii, a San Giulio, dal nome del santo evangelizzatore, il lago di Orta, in provincia di Novara, pur cambiando nome è rimasto davvero magico. Il cristianesimo giunge qui con i fratelli Giulio e Giuliano che vi approdano dall'isola greca di Egina. Secondo tradizione, camminando lungo le rive del lago, Giulio scorge una piccola isola abitata da draghi e serpenti. Non trovando un passaggio in barca, stende il suo mantello sull'acqua, vi sale sopra e raggiunge l'isola. Qui sconfigge i mostri e costruisce la Basilica in cui ancora è sepolto.
Nel 1219 è giuridicamente costituita la signoria dei vescovi-conti novaresi sulla Riviera che proseguirà, tra alterne vicende, sino al 1767, quando il vescovo di Novara conferirà ai Savoia il dominio mantenendo per sè solo il titolo di principe di San Giulio e Orta. Oggi la piccola comunità di San Giulio ha davvero un'atmosfera incantata e ferma nel tempo, tanto che i visitatori in vacanza vorrebbero fermarsi qui senza riprendere la barca che li traghetta sulla terra ferma. Visti dal lago, l'alto campanile della Basilica, i giardini, le linde casette sembrano formare un palazzo incantato che si alza solitario tra le rovine del castello.
La Basilica ha subito modifiche in tempi diversi. Sul luogo della primitiva chiesa fondata da S. Giulio nel 390, fu costruita nell'anno 800 un'altra chiesa, poi danneggiata nel sec. X. Di questa antica struttura rimane l'abside maggiore, mentre le navate furono costruite nei secoli X e XI. Orta è situata su una penisola al centro della sponda orientale del lago, ad una quarantina di chilometri dal capoluogo Novara. Il nucleo principale dell'abitato sorge sulla riva di fronte all'Isola di San Giulio, con cui forma un unico comune. Arrivando da Gozzano, il lungolago che annuncia Orta è ricco di dimore ottocentesche in stile neoclassico dai giardini fioriti di azalee e camelie. Si entra nel borgo tra eleganti palazzi sei-settecenteschi coi loggiati aperti sui giardini digradanti a lago. Piazza Motta è un salotto chiuso su tre lati dai portici, all'ombra dei quali prosperano i negozietti mentre le terrazze dei caffè si spingono con i tavolini a lambire l'acqua. Le linee nette di una costruzione rinascimentale, il Palazzo della Comunità della Riviera (1582), sono simbolo del lungo autogoverno che caratterizzò questa comunità.
Belle balconate di ferro battuto sono l'elemento presente in molte case del borgo, come la bella la Casa Monti Caldara del XVII sec., e la seicentesca Casa Bossi, oggi sede del Comune, con l'ingresso che si apre su un giardino che termina a lago. La Salita della Motta ha sul lato destro la quattrocentesca Casa detta dei Nani perchè sopra l'architrave di legno si trovano quattro piccole finestre, e quasi di fronte, un'altra antica dimora del XVI sec. Il culmine della salita è rappresentato dalla Chiesa di S. Maria Assunta, edificata nel 1485, la cui fisionomia attuale rivela un adattamento settecentesco; stupendo il portale di pietra di Oria con capitelli a motivi floreali e figure di animali. Costeggiando le mura di palazzo Gemelli ci si avvia lungo la salita che porta al Cimitero di San Quirico e poi al Sacro Monte.
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