Forte di una solida tradizione marinara, Barletta, capoluogo pugliese dell'omonima provincia che condivide con Andria e Trani, ben si è meritata il suo ruolo in primo piano della storia della Puglia: affacciata com'è sul mare Adriatico, giusto all'imboccatura del Golfo di Manfredonia e di fronte al promontorio del Gargano, già ai tempi delle Crociate era un ponte insostituibile verso la Terrasanta. Il conseguente traffico di mercanti, pellegrini e militari che transitavano da Barletta nel loro viaggio verso il Medio Oriente contribuì non poco a fare grande la fortuna della città.
Del suo illustre passato Barletta conserva molti pregevoli tesori, tanto da rappresentare la meta ideale per un itinerario turistico capace di coniugare storia, arte e architettura a un'ospitalità calda e avvolgente come solo la gente di Puglia sa regalare.
Basta una passeggiata per il centro storico di Barletta per rimanere a bocca aperta davanti all'imponenza dei suoi tanti, bellissimi monumenti. Come per esempio il famosissimo Colosso, o Eraclio, che fa bella mostra di sè a fianco della basilica.
Proclamata Città d'arte per le sue bellezze architettoniche, Barletta ha davvero molto da offrire al visitatore: dal suo possente Castello, che ora ospita il Museo civico, il Museo della Memoria e la Biblioteca comunale, alla splendida Basilica del Santo Sepolcro, che sembra voler testimoniare ancora oggi quanto Barletta sia stata importante per i Crociati.
Ma da vedere ci sono anche il Teatro Curci, il Palazzo della Marra, magnifico esempio di stile barocco, e naturalmente la celebre Cantina della Disfida, che gli storici ritengono abbia fatto da palcoscenico, nel 1503, allo scontro verbale da cui scaturì la mitica Disfida di Barletta, cioè il confronto all'ultimo sangue tra cavalieri francesi e italiani in cui questi ultimi, capitanati da Ettore Fieramosca e offesi nell'onore, dimostrarono con una vittoria implacabile il loro valore di soldati.
Il Colosso di Barletta, è un'enorme statua dell'imperatore Valentiniano I che venne sottratta a Costantinopoli dai Veneziani. Durante il trasferimento, però, la statua subì la malasorte del naufragio e finì sulle spiagge pugliesi. Recuperata, fu poi 'mutilata' dai domenicani di Manfredonia, che ne usarono gambe e braccia per fondere le loro campane: solo nel 1491 venne restaurata e posta dove ancora si trova.
Per saperne di più
www.comune.barletta.bt.it
www.provinciabat.it