Faeto, un piccolo centro della provincia di Foggia, può essere una bella meta per partire all'esplorazione dei Monti Dauni. Faeto infatti si trova in quell'angolo poco conosciuto nella zona nord-occidentale della Puglia, compreso nella provincia di Foggia, al confine con Molise, Campania e Basilicata. Perfetto quindi per un itinerario autentico e inesplorato del turismo pugliese.
Il primo e più antico nome dei Monti Dauni deriva da un leggendario re venuto dalla Grecia. Faeto si trova al centro di questa zona che, con le sue valli, i dolci paesaggi di collina, foreste di querce e faggi, fa da cornice a centri ricchi di storia, romantici borghi dalle atmosfere paesane, in grado di regalare uno scenario unico.
Nelle vicinanze, secondo alcuni studiosi, si svolse la battaglia di Canne tra Annibale e i Romani. La ricchezza di Faeto, che sorge su un monte sulla valle del torrente Celone, a più di 800 metri, è costituita dai boschi che la circondano e dal magnifico panorama che si ammira dal suo belvedere. Oggi l'obiettivo è proprio quello di valorizzare questa enorme e preziosa risorsa che attira turisti e naturalisti da ogni parte. Arrivati a Faeto si scopre un paese dove si parla ancora il dialetto franco provenzale intatto dal XIII secolo. Infatti Faeto ha la singolare caratteristica di essere un'isola linguistica: le sue origini risalgono al 1345 quando Carlo II d'Angiò vi stabilì una colonia di provenzali. Di interesse storico la Chiesa Madre del Santissimo Salvatore e alcuni pregevoli portali di palazzi privati. Dal belvedere di Faeto è possibile ammirare parte del Tavoliere e, quando la giornata lo consente, spaziare fino al mare di Manfredonia.
Oltre che oasi linguistica, Faeto è famoso perchè qui ogni anno da 28 anni, tra giochi, balli, musica e artigianato locale, viene organizzata la Sagra del maiale nero dei Monti Dauni, razza autoctona di suino, verso la fine di gennaio.