Villa Aminta

Consigliato da Raspelli
28838 - Stresa (VB) Piemonte
Via Sempione Nord, 123
Distanza dal centro: 1,46 Km
Telefono:
0323.933818
Fax:
0323.933955
Referente
Paolo Piccolo
Mail
booking@villa-aminta.it
Web
www.villa-aminta.it

Descrizione

Voto: 14/20
Il voto è stato personalmente espresso dal Sig. Edoardo Raspelli, in seguito ad una visita presso la presente struttura.

In uno dei più begli alberghi d’Italia e del Mondo, sprofondati nel luccichio dei suoi due meravigliosi ristoranti, appoggiati alla balaustra del balcone della vostra camera da sogno, avrete il panorama delle montagne tra Piemonte Lombardia e Canton Ticino, le cime spruzzate di neve, il lago piatto e fascinoso e, davanti a voi, così vicine che vi sembrerà di poterle toccare, le Isole Borromee, meravigliose proprio ora, splendidamente semi deserte per la bassa stagione.
All’inizio di Stresa e sulla sinistra se venite da sud, da Novara, una breve rampetta vi fa salire davanti all’augusta facciata di questa “Villa e Palazzo Aminta”, di questa grossa casa in stile barocco dentro e fuori, meravigliosamente indimenticabilmente singolarmente opulenta e ridondante. Di grande classe ed eleganza sarà già, dopo la pronta professionale risposta alla vostra prenotazione telefonica, anche il ricevimento che sarà così attento, così “personalizzato”, così suadente ed invitante, che vi metterà quasi in imbarazzo. Il personale non vede l’ora di far vedere all’ospite le magnificenze del Villa Aminta: la piscina scoperta che, nonostante il fuori stagione, è ancora illuminata e ben tenuta, le terrazze digradanti del giardino, l’immaginifico centro benessere, il delizioso angolo bar, gli angoli comuni (dove ancora per poco potrete incocciare in qualche festosa rumorosetta celebrazione).
Tra pavimenti tirati a specchio, tra tende divani e poltrone avvolgenti ed eleganti, gira personale in redingote che sembra tratto dai manuali dell’alta scuola di una volta. Mi spiego: quando mai li avete visti portare le vivande sui grandi argentati vassoioni retti da una sola mano, la destra, con il palmo rovesciato all’insù?
E pazienza se nei lussuosi bagni ci sono solo saponette collettive, se di qua e di là ridona la musicassetta (è così bello il silenzio) e se in tavola i tovaglioli sono modellati: il resto è un sogno.
Ottimi pani diversi sono accompagnati da burro preparato in riccioli ed accompagnano il pre antipasto (capesante e funghi fritti); poi potrete assaggiare il prosciutto crudo della Valle Vigezzo (occhio: in Val d’Ossola di maiali non ce ne sono. In massima parte si stagionano prodotti fatti di carne congelata che arriva dai Paesi dell’Est o del Nord), insalata di astice con puntarelle e maionese all’arancia, i buoni ravioli del plin a tre gusti diversi (maiale, vitello, manzo), la trota del lago arrostita, il succulento lombo di cervo al Barolo (però viene dalla Romania! Con i 300 ungolati che dà, da sola, la vicina Valle Antigorio!!!), il filetto di fassone. Al dessert, a parte il Castelmagno deludente come al solito, dalla Cusio Formaggi arrivano assaggi strepitosi di gorgonzola, toma del Mattarone e Blu di capra. Un perfetto semifreddo alla grappa con fragole e la croccante piccola pasticceria precedono il magistrale soufflè alle nocciole e gelato alla crema. Da una preziosa carta dei vini ho scelto Chardonnay 2005 Ca’ del Bosco (72 euro) e Maremma Toscana Saffredi 2002 Le Pupille (88 euro).
Il paradiso ha un prezzo: menu medio completo con 120-130 euro.

 

 

A tavola

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