Hosteria del Cavo

Consigliato da Raspelli
26100 - Cremona (CR) Lombardia
Via Cavo Cerca, 8
Distanza dal centro: 1,23 Km
Telefono:
0372.434248
Mail
hosteriadelcavo@fastpiu.it

Descrizione

Voto: 13.5/20
Il voto è stato personalmente espresso dal Sig. Edoardo Raspelli, in seguito ad una visita presso la presente struttura.

È il regno della gola e del divertimento. È la patria delle ghiottonerie e della sensualità. Come negli Anni Sessanta Treviso, immortalata nei film di Tognazzi, così Cremona, oggi, ha vivacità, immaginazione, spericolatezza e, anche, gola. Un crogiolo di attività e funzioni, di stili di vita e di abitudini, un’umanità tra le più varie che poi si trasferisce, anche, nei suoi ristoranti, nelle sue trattorie.
L’Hosteria del Cavo, rustico ruspante localino celebre soprattutto per un ben specifico piatto, è l’emblema gastronomico di questa differenziazione, a cominciare dal suo pubblico. Ci trovate Giovanni Arvedi, industriale e neo-creatore di tv, che accompagna Francesco Tartara, l’ex condirettore del TG4, strappato ad Emilio Fede. Dal vicino “Feever Club”, culla nazionale del Poker Texas Hold’Em che impazza su Italia 1 e sui giornali, vengono campioni come Giuseppe Martelli e Kseniya Zaynak, anche affascinante croupier (meglio: oggi si legge dealer).
Tra Cremona e Castelvetro Piacentino, Bulli e Pupi e Play Girl portano scompiglio tra benpensanti e famiglie d’un tempo:ecco allora che, ogni tanto, a mezzogiorno, anche qui potreste trovare qualche lolitesca “Bocca di Rosa” dei nostri giorni, con i cerulei occhi segnati dal recente risveglio.
Che cos’ha di speciale allora questo posticino appartato(ma tanto vicino al cuore della città del Torrazzo)? Perché si viene nel locale di cui è trascinatore con la sua parlantina confidenziale Vincenzo Costa?
Una delle motivazioni è il prezzo:25-30-35 euro è la spesa che si deve affrontare per mangiare un buon pranzo completo in questi simpatico buchetto tra fanti e santi, tra bancari e banchieri… La seconda è la cucina che punta tutto sui risotti: in un’Italia gastronomica allo sbando, dove i ristoranti (specie quelli di lusso) muoiono come mosche, dove la clientela, soffocata dalla crisi economica, latina sempre più, in questo paese dove le guide parlano e straparlano delle classifiche al TOP senza vedere se poi la gente ci va od è in grado di andarci, questo localino si riempie da sempre di un pubblico di ghiottoni attenti al portafogli.
L’Hosteria (ma quanto è brutta quell’Acca davanti!) si apre in un antico palazzotto pieno di fascino, con le sue minuscole finestre, la sua piccola porta d’entrata, il banco del bar, i pochi tavoli non troppo vicini. Sceglierete l’antipasto dal bancone a vista oppure chiederete i salumi tra i quali si stacca nettamente la bontà di un lardo soave. Poi, dal menu elencato a voce, eccovi i risotti. Io ne ho assaggiati due, quello saporoso per i formaggi stagionati e quello accompagnato dallo stinco di maiale(olandese). I secondi il patron li chiama “di ripiego” perché si punta tutto sulla fragranza e freschezza dei risotti: a parte tacchino con patate o tagliata di manzo o di puledro, ho preferito la ghiotta punta di vitello al forno;tutto era molto corretto. Da un fornaio artigiano ci si procura una buona torta Sabbiosa che si nappa di casalingo zabaglione.


 

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