Una città che ha conosciuto splendori navali, successi mercantili, eleganza architettonica. Oggi il capoluogo ligure sta conquistando una nuova giovinezza grazie alle iniziative culturali che animano alcuni palazzi storici, in parte dimenticati, come il Palazzo Reale di Genova. É quanto succede con la mostra 'Valerio Castello 1624 – 1659. Genio moderno' in corso fino al 15 giugno, al Teatro del Falcone, all'interno del complesso museale del Palazzo Reale di Genova. Un palazzo che è una delle dimore storiche più rappresentative d'Italia, per il fascino della sua storia, il succedersi di prestigiose proprietà e l'importanza della quadreria, delle collezioni e delle decorazioni ad affresco. La storia del Palazzo Reale di Genova ebbe inizio a metà del '600 quando Stefano Balbi, abile finanziere e protagonista dell'apertura della strada, che dalla sua famiglia prenderà il nome, ne affidò la costruzione agli architetti Francesco Cantone e Michele Moncino e la decorazione ai più quotati artisti della Genova del tempo, Giovan Battista Carlone, Angelo Michele Colonna, Agostino Mitelli e, soprattutto, Valerio Castello. É sua l'importante volta affrescata che raffigura l'Allegoria della Fama e uno dei suoi capolavori, la tela con Il ratto di Proserpina.

Nel 1679 il Palazzo Reale di Genova fu acquistato da Eugenio Durazzo, principale artefice della radicale estensione verso levante dell'edificio. Alla fase Durazzo vanno ascritti gli importanti interventi che diedero vita alla scenografica articolazione che ancora contraddistingue il palazzo. Allo sfarzo architettonico della facciata a mare si adeguarono poi gli apparati decorativi degli interni secondo modelli principeschi che, con l'allestimento della Galleria degli Specchi del secondo piano nobile, raggiunsero quanto di più elegante e raffinato si potesse all'epoca immaginare. In quegli ambienti del Palazzo Reale di Genova trovò posto una delle collezioni più ricche e famose della città. Nel 1824 Carlo Felice acquistò il palazzo e ne fece la residenza della corte sabauda a Genova, arricchendolo con importanti interventi decorativi. Oggi il Palazzo Reale di Genova, proprietà dello Stato, ospita vari spazi museali. Una delle migliori mostre a Genova è ora quella dedicata a Valerio Castello; il Teatro del Falcone ha recuperato la sua piena spazialità, riducendo al minimo le superfici di divisione, puntando sulle prospettive aperte delle sue gallerie, sul rapporto tra i diversi ambienti del piano terra e del ballatoio al primo piano. Inoltre si è scelto il colore bianco per connotare la totalità degli spazi, non solo i muri che accolgono le opere, ma anche il pavimento e il soffitto, con una luminosità diffusa e costante che agisce da contrasto con il tono bruno di fondo della maggior parte dei quadri e ne esalta il cromatismo squillante dei rossi, dei blu, dei gialli. Si è voluto utilizzare l'immagine di leggerezza, di stile, di progresso tipica dell'arte contemporanea e del design, per una mostra su un pittore del ‘600, sottratto così ai riti e alle abitudini visive delle esposizioni di arte antica. Grazie ad accurati interventi di restauro e ad un allestimento volto alla conservazione della disposizione originale degli arredi, il percorso di visita si traduce in un approfondimento del gusto e della cultura degli antichi proprietari del Palazzo Reale di Genova. Gli affreschi, che Valerio Castello realizzò per i Balbi, la Galleria degli Specchi, voluta dai Durazzo, e gli Appartamenti Reali dei Savoia, per citare solo alcuni degli ambienti più rappresentativi del Museo, restano dunque, nel loro superbo stato di conservazione, a testimoniare la ricchezza e il prestigio della Genova dei secoli passati. La mostra su Valerio Castello celebra un grande artista, che per la prima volta è al centro di un evento espositivo così impegnativo, e si inserisce in un programma espositivo di valorizzazione delle opere d'arte di Palazzo Reale di Genova e della sua quadreria.