Il vino Marino zampilla dalla fontana dei Mori nella cittadina da cui prende il nome, durante l'antichissima Sagra dell'uva d'inizio ottobre, a ricordo e in onore del ritorno di Marcantonio Colonna vincitore a Lepanto. Perla dei vini romani il vino Marino ha ispirato la notissima canzone Nannì, o 'Na gita a li Castelli' composta il 4 ottobre 1925 dall'attore e autore romano Ettore Petrolini, cantata dagli stornellatori nelle osterie della capitale e dintorni. Da vino beverino e allegrotto il vino Marino è diventato negli ultimi decenni un prodotto di personalità più spiccata, favorita dall'esposizione dei vigneti verso il mare, dalla natura vulcanica del suolo, dalla cura in campagna e in cantina profusa al meglio dai vignaioli. Fatto sta che ora è in grado di dedicarsi ai piatti più gustosi della cucina romana, tra cui un difficile abbinamento con i carciofi, posizionandosi come uno dei migliori vini laziali.

Se l'uvaggio è simile a quello del Frascati, il vino Marino ha una spiccata identità nell'ambito del vino dei Castelli, distinguendosi per vigore e intensità, nelle versioni Superiore, Amabile, Dolce, Spumante e Novello. E' prodotto nei comuni di Marino, Roma, Castelgandolfo e nel parco della via Appia. La Doc si produce con uve Malvasia (Bianca di Candia e del Lazio ) e Trebbiano nella varietà toscano, romagnolo, giallo e di Soave, per un Bianco di colore e odore delicati; sapore variabile dal secco al dolce con sentori di frutta. La gradazione minima è di 11 gradi, che aumenta di mezzo grado nel Superiore, tipologia particolarmente adatta per accompagnare antipasti di crostacei, spaghetti alla chitarra, salumi dolci, cacioricotta e pesci molto saporiti.