Che lacrime di gioia quel Morro d'Alba che domina, su pochi ettari, le colline tra Senigallia e Jesi. Ha un manto di gradevolissimi profumi, nessuna asprezza tannica e all'invecchiamento preferisce la beva d'annata: un piccolo principe. Quando non esisteva il Novello, i contadini spillavano il Lacrima di Morro d'Alba direttamente dalla botte per accompagnare le caldarroste. Il suo disciplinare contempla che si possa gustare fin dal 15 dicembre, prolungando così i sentori della vendemmia. Questo caratteristico rosso nasce sui terreni vocati dei comuni di Morro d'Alba, Monte S. Vito, San Marcello, Belvedere Ostrense, Ostra e Senigallia, con le uve del vitigno Lacrima (minimo 85%) ed eventuali varietà a frutto rosso della zona, tranne le aromatiche. Presenta colore rosso rubino carico, profumo gradevolmente intenso, sapore morbido, di medio corpo, gradazione minima 11°, adatto dunque a tutto pasto.

E se l'affetto si protrae fino all'ultimo, ecco il Passito per finire in dolce spirito (minimo 15°): il rosso s'intensifica fino alle venature del granato, l'odore si carica di sentori caratteristici che si confondono con l'armonia e il velluto del sapore. Dal rosso al bianco ed è subito Verdicchio. Si dice che provenga dalle colline moreniche a sud del lago di Garda, portato qui da una colonia di Lombardi nel ‘400. E' uno dei grandi bianchi autoctoni italiani, per caratteristici pregi quali la ricchezza di corpo e struttura, la versatilità che gli permette di essere base per lo spumante (lavorato in autoclave o con metodo classico), o fresco d'annata, o affinato in legno per anni o appassito per suadenti dessert. In provincia di Ancona, c'è Verdicchio e Verdicchio. Quello di Matelica risente del clima vallivo, segnato da inverni più rigidi ed escursioni termiche più elevate che ne esaltano la componente acida, con tempi di affinamento più lunghi.
Quello dei Castelli di Jesi risente della brezza di mare e di monte. Presentano colore giallo paglierino tenue, odore delicato, sapore asciutto, retrogusto lievemente amarognolo, gradazione minima 11,5°. Entrambi ottimi per il pesce.