L'antica Venetia, la cosiddetta "X Regio", nell'Impero Romano era costituita da un'ampia zona, il cui confine meridionale era rappresentato dall'Adriatico, soggetta a progressivi mutamenti orografici, con fiumi di ampia portata che davano origine a un ambiente di tipo paludoso, con numerose lagune.

Naturalmente, chiunque 'approdi' in questa splendida città fatta di calette, sinuose insenature e suggestive baie, non può non visitare la Basilica di San Marco, un monumento unico per la ricchezza della sua storia, la maestosità della sua facciata e del suo interno, splendido laboratorio in cui hanno operato per secoli grandi artisti italiani ed europei. All'interno, in cui si avverte quasi la separazione dal mondo terreno e quello soprannaturale, è possibile ammirare i dorati mosaici che narrano le storie di San Marco e gli episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento; manufatti ed opere d'arte che i veneziani hanno sempre portato da luoghi lontani, al fine di creare un monumento di grande impatto e che per la popolazione ha sempre svolto un ruolo determinante e per la cui comprensione è necessario analizzare fattori di natura artistica, iconografica, storica e religiosa.

Al suo fianco si erge Il Campanile , il cosiddetto 'Paròn de casa', uno dei simboli della città. Di forma semplice, si compone di una canna di mattoni scanalata, sovrastata dalla cella campanaria, a sua volta sormontata da un dado, sulle cui facce sono raffigurati alternativamente due leoni e le figure femminili di Venezia (la Giustizia). A completare la straordinaria bellezza di questa piazza unica al mondo Palazzo Ducale capolavoro del gotico veneziano, antica sede del Doge e delle magistrature veneziane, oggi sede del Museo Civico di Palazzo Ducale.

Altra tappa da non perdere è certamente il Ponte dei Sospiri, realizzato agli inizi del XVII secolo su progetto dell'architetto Antonio Contino di Bernardino. In marmo d'Istria e in stile barocco, questo caratteristico ponte di Venezia, che collega con un doppio passaggio il Palazzo Ducale alle Prigioni Nove, serviva da passaggio per i reclusi dalle Prigioni agli uffici degli Inquisitori di Stato per essere giudicati, che, leggenda vuole sospirassero davanti alla prospettiva di vedere per l'ultima volta il mondo esterno.