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La Torre Romana di Asti, detta in vario modo Torre Rossa, Torre di San Secondo o Torre di Santa Caterina, sorge in un allargamento sul centrale Corso Alfieri, lunga via un tempo chiamata Contrada Maestra. La varietà dei nomi della torre ha le sue ragioni. Torre Romana è detta perché, di fatto, si tratta di un edificio di epoca augustea datato dal 30 al 14 a.C. Rossa è chiamata in onore dell’antica famiglia De Rubeis, che vuol dire appunto rosso, proprietaria in epoca medievale della case che circondavano la torre. Di San Secondo perché, secondo la leggenda, il Santo patrono di Asti sarebbe stato imprigionato prima del martirio proprio nelle segrete di quell’edificio. È detta, infine, di Santa Caterina perché a questa Santa è intitolato l’edificio religioso, un’elegante architettura in stile barocco, sorto accanto alla torre in epoca più tarda, vale a dire nel 1766, e consacrato nel 1773.

La Torre Romana di Asti costituisce uno dei più antichi monumenti della città. Costruita in due differenti periodi, la prima parte risale al periodo romano (I sec. a.C.), è in laterizio ed è formata da sedici lati con diversi ordini di finestre che si alternano. Questa parte si riunisce alla base, la quale è di forma quadrata, grazie alle cosiddette sostruzioni di tipo piramidale collocate agli angoli. La seconda parte, in tufo e mattoni, risale invece all’XI sec. circa.

È possibile che un tempo la Torre Romana di Asti costituisse una parte turrita del Palazzo Pretorio, oppure fosse una delle due torri, l’altra è oggi scomparsa, poste all’ingresso della città. Questa, lungo la cinta muraria, avrebbe costituito la cosiddetta Porta Urbica aperta verso occidente, ipotesi che sembra trovare conferma dalla somiglianza della torre astigiana con quella di Porta Palatina a Torino, con la Porta Pretoria di Aosta o, addirittura, con la Porta Nigra della città tedesca di Treviri, nella Renania-Palatinato. Risale al xii sec. la sua destinazione a campanile della chiesa di San Secondo, nata un paio di secoli prima. Questa è la destinazione che la Torre conserva anche al giorno d’oggi.

La guglia appuntita in rame dorato, che ne ornava la cima ai primi tempi, fu abbattuta nel 1777 perché alcuni cedimenti strutturali facevano temere che potesse cadere. La demolizione delle case a ridosso della torre, operazione che ha dato luogo all’odierno allargamento di Corso Alfieri, fu operata per consentire l’esibizione della parte bassa della torre, nascosta, appunto, dalle case. E pare che in questa piccola e nuova piazza si sarebbe dovuta erigere una statua dedicata all’imperatore Augusto, se non altro in onore dei trascorsi romani di Asti, ma il progetto venne abbandonato.

Non appena varcato l’ingresso della Torre Romana di Asti si nota la statua in marmo di San Secondo, che nel modo romano tiene in pugno la città. La statua fu trasportata nel luogo odierno dalla cella che un tempo si apriva nei sotterranei della torre, ma che in seguito è stata chiusa e riempita per assicurare stabilità all’edificio. È un peccato, a quanto pare, perché secondo un’altra leggenda all’interno di quella cella ormai murata si sarebbe potuto godere di due sorgenti miracolose le cui acque, sempre secondo la leggenda, sarebbero state fatte scaturire da Gesù Cristo in persona, passato da queste parti per recare conforto al martire di Asti.

La contigua chiesa di Santa Caterina è ricoperta da una cupola imponente che raggiunge l’altezza di 35 metri. La facciata è in cotto e intonaco di calce, con timpano triangolare centrale sorretto da colonne corinzie. All’interno, la pala dell’altare di centro raffigura le tre Virtù principali. Lunga 86,50 metri, alta e larga 24, è la più grande chiesa del Piemonte, del quale è anche il più celebre monumento gotico. Si trova in fondo a Via Massai, nell’omonima e appartata piazza.