Tempio Pausania ha origini antiche testimoniate da reperti archeologici e scavi che hanno portato alla luce elementi risalenti al neolitico e alla civiltà nuragica. Le varie epoche che hanno segnato la storia di questa Città hanno tutte lasciato tracce di più o meno elevato valore, dal periodo romano imperiale, con i resti miliari e le strade, al periodo giudicale, medievale, con resti inglobati nelle architetture più recenti del centro storico, al periodo spagnolo sotto gli Aragonesi nel 1323 e i Carroz d’Arborea nel secolo successivo.

Continua a crescere d’importanza anche quando, nel 1506, diviene sede vescovile, giocando un ruolo importante sul piano religioso. Tuttavia il massimo splendore di Tempio Pausania è riferibile all’Ottocento, epoca in cui Olbia Tempio diviene la quarta città della Sardegna, per l’influenza che la sua classe aristocratica esercita alla corte dei Savoia e nel giro di una trentina di anni diviene prima Prefettura, per essere poi elevata al rango di “Città” da Re Carlo Alberto, con Decreto Regio del 1836. È questa l’epoca dei palazzi di granito, multipiani, che ricalcano quelli della vicina Corsica e, nella seconda metà del secolo, dei grandi palazzi pubblici, come la Casa Comunale, sede del Tribunale, la Prefettura, le Carceri e il Mercato Pubblico.

Cattedrale di Tempio Pausania

Corso Matteotti è una delle arterie cittadine, affollata di negozi: percorrendola s’incrociano Piazza d’Italia e Piazza Gallura dove si erge il Palazzo Comunale. Alle spalle, in Piazza San Pietro sono raccolte tre delle chiese più importanti di Tempio: la Cattedrale, edificata a partire dal Duecento, l’Oratorio Santa Croce e quello del Rosario. Dell’antico impianto della Cattedrale di Tempio Pausania sono oggi visibili solo il portale della facciata principale e il campanile quattrocentesco, per il resto la Chiesa reca i segni dei rifacimenti degli anni Trenta del XIX secolo. L’interno è a navata unica, con 4 cappelle per lato, e un abside semicircolare che accoglie il coro ligneo.