Diamanti della terra

I tartufi di Carovilli sono talmente pregiati da essere definiti “diamanti vegetali”. Sono funghi del Molise appartenenti al genere Tuber che, a differenza di quelli, crescono sotto terra. La parte commestibile dei tartufi di Carovilli costituisce il corpo fruttifero, unito alla pianta con una parte vegetativa, il micelio, mentre la parte esterna è ricoperta da una scorza chiamata peridio. La polpa o gleba racchiude migliaia di spore adibite alla riproduzione, che sono diverse per forma, colore e dimensione rispetto ad ogni specie. Quando la tartufaia è matura, effonde quel caratteristico, intenso odore che attira i cani addestrati e gli addetti all’estrazione. La tartuficoltura permette di coltivare in vivaio prodotti di qualità, a tutto vantaggio della cucina molisana.

Bianchi pregiati

I tartufi di Carovilli sono di tipo bianco pregiato, specie frequente nelle vallate umide delle zone più interne delle provincie di Isernia e Campobasso. I territori più rinomati sono S. Pietro Avellana e Capracotta, nella provincia di Isernia e Boiano nella provincia di Campobasso. Carovilli è paese del tartufo per eccellenza dal momento che vi è insediata una delle maggiori produzioni d' Europa. Le ricette molisane parlano di tartufi di Carovilli da secoli, con il corredo di preziosità che li rende così invitanti al gusto e in tavola. Questo tartufo bianco, infatti, era già noto nel Settecento, come testimonia un menù festivo custodito presso l'Archivio d'Alessandro, nel castello di Pescolanciano. Varie sono le aree tartufigene del Molise; nelle zone più asciutte, per esempio, prospera in modo copioso lo Scorzone e l'Uncinato. Per gli appassionati, raccogliere questi funghi è un rito di grande perizia e altrettanto piacere.