Ogni anno, sono migliaia i turisti che arrivano dal tutto il mondo per visitare quel capolavoro di architettura e arte medioevale, dichiarato dall'Unesco patrimonio dell'umanità, che è San Gimignano, comunemente chiamata "la città dalle cento torri". In realtà, questo straordinario borgo medioevale in provincia di Siena, eretto su un colle che domina la Valdelsa e che era sicuramente abitato già in epoca etrusca, contava "solamente" 72 torri, delle quali ne restano oggi 14: 72 simboli della ricchezza vissuta dalla città attorno all'anno Mille, quando San Gimignano era al culmine del suo splendore economico ed era famosa come importante mercato all'incrocio di importanti assi stradali. Ma dentro alla maestosa cerchia muraria di San Gimignano, tra le sue torri svettanti verso il cielo, non si aggiravano soltanto mercanti e commercianti: la cittadella, infatti, era al centro del continuo via vai di pellegrini e cavalieri che, durante tutto il Medio Evo, percorrevano la via Francigena, la più importante arteria di comunicazione del Vecchio Continente che, passando per la Francia e attraversando tutta l'Italia, collegava Roma fino alle lontane isole britanniche. Ed è proprio per questo che, esempio praticamente unico in quell'epoca remota, al suo interno contava ben nove "hospitatores", strutture antenate dei moderni alberghi, predisposte a dare accoglienza e ospitalità ai tanti viandanti che incrociavano per il borgo. Il benessere raggiunto grazie al prospero commercio decretò la nascita di grandi dinastie nobiliari, che iniziarono a fare a gara nel costruire torri per far sfoggio della loro potenza e della loro ricchezza. Ma, per fortuna, l'accumularsi di tanti capitali produsse anche una sorta di corsa al mecenatismo e alla realizzazione di significative opere pubbliche il cui clou si ebbe tra l'XI e il XIII secolo, quando vennero eretti sia la possente cinta muraria, sia i palazzi più prestigiosi che grandi artisti dell'epoca, del calibro del Pinturicchio, del Pollaiolo e del Ghirlandaio, contribuirono ad adornare a ad arricchire con le loro opere d'arte immortali. Fu soltanto con l'acuirsi delle lotte tra Guelfi e Ghibellini che San Gimignano iniziò a veder profilarsi all'orizzonte il suo declino: un lento sfiorire che, specialmente dopo la devastante epidemia di peste che colpì il paese nel 1348 ed ebbe come conseguenza un drastico spopolamento della città, sfociò in una crisi irreversibile per secoli. La rinascita di San Gimignano, infatti, è un fenomeno relativamente recente: merito dello sviluppo del turismo e, soprattutto, dell'intelligente lavoro della popolazione e delle autorità sangemignanesi, che hanno lavorato alacremente non soltanto per il restauro e la valorizzazione dell'ingente patrimonio artistico della città, ma anche per il recupero della cultura locale, che fonda le sue origini nella tradizione agricola e artigiana.

Per saperne di più

Da vedere

Un itinerario alla scoperta di San Gimignano non può prescindere, dopo aver oltrepassato le mura attraverso Porta S. Giovanni, da una passeggiata per via S. Giovanni, dove si incontrano subito i resti dalla chiesa di S., Francesco e palazzo Pratellesi. Poi, resta solo l'imbarazzo della scelta: da vedere ci sono l'arco dei Becci, piazza della Cisterna, palazzo Tortoli-Treccani, piazza del Duomo e il palazzo del Podestà, il palazzo del Popolo, la chiesa di S. Bartolo, la casa-torre Pesciolini, la chiesa di S. Agostino, il Museo Archelogico, la Spezieria di S. Fina...

Informazioni Comune di San Gimignano - www.comune.sangimignano.si.it
Pro Loco - www.sangimignano.com