È il San Colombano Doc il vino di Milano. Dei vitigni coltivati fino al secolo scorso in collina sono rimasti Croatina, Barbera, Malvasia e Verdea, meglio conosciuta come "Uva d'oro", mentre da qualche decennio sono iniziate le coltivazioni di Pinot nero, Cabernet Sauvignon, Franc e Merlot, con ottimi risultati. Millenaria è la coltivazione della Verdea, uva fragrante dalla buccia resistente facilmente conservabile, fino all'appassimento.Se fino a cinquant'anni fa si coltivavano uve bianche soprattutto da mensa, raccolte in cassette per le tavole dei milanesi e dei lodigiani, oggi prosperano le viti del San Colombano, coltivate esclusivamente nella zona collinare di tre province: i comuni di Miradolo Terme e Monteleone nel pavese, Graffignana e Sant'Angelo nel lodigiano e, appunto, a San Colombano al Lambro in provincia di Milano.

La Doc è prodotta con le uve rosse legate alla tradizione dei colli: Croatina (dal 30% al 50%); Barbera (dal 25% al 50% ), Uva Rara (max 15%). Possono concorrere alla produzione anche le uve a bacca nera provenienti da vitigni autorizzati per le province di Milano, Lodi e Pavia, fino ad un massimo del 15% sul totale. La Croatina, vitigno a bacca nera originaria dell'Oltrepò Pavese, sembra risalga allo stesso S. Colombano o ai suoi seguaci, che spostandosi la introdussero in altre zone. Produce un vino ricco di colore, con profumo di frutta matura e di sottobosco, conferendo armonia e colore.


La Barbera è vitigno a bacca nera, molto diffuso e d'origine antica. Al vino dà un colore rosso rubino, un buon profumo, un carattere piuttosto severo, giusta alcolicità e robustezza, caratteristiche che permettono a San Colombano un meritato invecchiamento. Sempre a bacca nera è L'Uva Rara, che apporta un fruttato con profumo di spezie e calibrata morbidezza. Questi tre uvaggi concorrono a produrre quel "vino di Milano" di buona struttura, vinoso, armonico, caldo e profumato, da bersi giovane, se brioso o invecchiato se di buon corpo e alcolicità, assumendo così veste più nobile e solenne. Versatile nelle tipologie, accompagna salumi, minestre, cacciagione, pollame, piatti sostanziosi preparati con le parti povere del maiale come il cotechino e la cassoeula, gli stracotti, i bolliti, i formaggi anche stagionati e le castagne arrosto.