Quando si arriva, il benvenuto non lo dà il solito, banale cartello stradale bensì un'insegna elegante e semplice allo stesso tempo: Ripe, il 'paese dei mestieri'. E una ragione c'è. Perchè l'artigianato di Ripe è il prodotto degli abitanti di questa cittadina. Qui vivono l'architetto delle piccole cose, il bottaio della verità, il calzolaio dei passi perduti, la candelaia delle lacrime di luce, il canestraio del silenzio, il cordaio dell'arcobaleno, il disegnatore delle foglie di legno, il fabbro della nostalgia, il falegname delle tenere radici, il ferraio delle buone cotture, la fiorista di carta, il mugnaio della lentezza, l'orafo della luce, l'ortolano delle lune buone, la ricamatrice del sorriso, la sarta delle bambole, lo stagnino delle acque docili, il tornitore delle gambe pigre... E' così, con un tocco di spontanea poesia, che Ripe chiama i suoi artigiani, vera ricchezza di questo Comune di 4 mila anime in provincia di Ancona, appena alle spalle della mondana Senigallia.
Una tradizione, quella dell'artigianato di Ripe, che affonda le sue radici dell'ormai lontano dopoguerra quando, proprio grazie alla laboriosità degli artigiani, custodi di antichi mestieri, il Comune ha potuto avviare un processo di evoluzione e sviluppo fino a costruire la sua fisionomia odierna, dove proiezione verso il futuro e rispetto e amore per il passato si fondono in un armonico, positivo sodalizio.

Molte delle vecchie botteghe dell'artigianato di Ripe di un tempo esistono ancora, e gli antichi mestieri si mantengono vivi trasmettendo valori culturalmente forti e significativi come la capacità di accettare la fatica del lavoro, il riconoscimento del potenziale creativo di ogni uomo, l'importanza del senso di appartenenza alla propria terra e alle proprie tradizioni. A Ripe, in queste botteghe artigiane, si percepisce il ritmo del tempo interiore scandito dal cuore, si ritrova la profondità del respiro che accompagna il movimento delle mani laboriose.

E allora non stupisce che, a Ripe, sia possibile anche per il turista ritrovare il legame solido e rassicurante con il lavoro nella serietà e nel senso pratico del 'Cordaio dell'arcobaleno', o negli intrecci forti dei vimini stretti dal 'Canestraio del silenzio'. Poco lontano, la 'Ricamatrice del sorriso' aiuta a ricordare quanto siano importanti la pazienza e la delicatezza, mentre la 'Sarta delle bambole' invita a rivivere la serenità dell'infanzia. Ma l'artigianato di Ripe si trova anche nella bottega ingombra di arnesi del 'Calzolaio dei passi perduti' dove non si fatica a ricordare quanto conti il coraggio, mentre una visita al 'Tornitore della gambe pigre' lascia una sensazione di fermezza che si riconosce anche nel gesto preciso e armonioso del 'Disegnatore delle foglie di legno', o nella decisione scultorea del 'Falegname delle tenere radici'. Con colpi ritmici e sonori il 'Bottaio delle verità' e il 'Fabbro della nostalgia' ricordano che la vita è un metallo da forgiare (homo faber suae fortunae), o da modellare con passione come fa 'l'Orafo della luce'. L'emozione più limpida, alla ricerca della freschezza di un sospiro, nasce con la 'Candelaia delle lacrime di luce' e scorre nelle vene dello 'Stagnino delle acque docili' per trovare forma tra le mani gentili della 'Fiorista di carta' o quelle geniali dell''Architetto delle piccole cose'. che testimoniano il rapporto costante dell'uomo con l'ambiente in cui vive e la speciale varietà dell'artigianato di Ripe.

Cosa Vedere
Piazza Leopardi, il cuore del paese, attorniata dal settecentesco Palazzo Fiorenza, dal Palazzo Comunale e dalla chiesa di S. Pellegrino. L'autentico gioiello della Chiesa è l'organo, realizzato nel 1792 dal famoso maestro Gaetano Callido e restaurato nel 1995: collocato in una cantoria sopra la porta d'ingresso, ha una facciata di 27 canne, una tastiera di 55 tasti e una pedaliera a leggio di 17 tasti. Meritano una visita anche la Chiesa di S. Michele Arcangelo al Brugnetto, edificata nel 1794 dal conte Angelo Antonelli su una preesistente chiesa cinquecentesca: la Chiesa di S. Francesco d'Assisi e Santa Timotea Vergine e M, del 1758, cappella privata di Villa Castracane; la Chiesa del Crocefisso, del 1881, vicino alla strada per Passo Ripe, con magnifico panorama sulla valle del fiume Nevola; l'antico borgo con la sua suggestiva rete di vicoli all'ombra del palazzo comunale. A Brugnetto, frazione di Ripe, c'è poi la Villa Castracane, conosciuta anche come la "Villa dalle cento finestre": fatta costruire nel 1730 dal futuro cardinale conte Nicola Antonelli. Se capitate a Ripe nella settimana di ferragosto, approfittatene per partecipare a una delle serate organizzate dalla Pro Loco di Ripe (via Roma 27, tel. 0717959019)