Poggio a Caiano è senz'altro una delle mete più interessanti nella nuova provincia di Prato. Poggio a Caiano si trova al punto di incontro delle direttrici fra Firenze e Pistoia: dal poggio che dà il nome al paese (insieme ad un imprecisato Caius o alla sua gens Caia) si gode una splendida vista sulla piana dell'Ombrone e del Bisenzio, sulle città di Prato e di Firenze e sulla pianura che conduce a Pistoia e al suo Appennino. Non per caso Lorenzo de' Medici decise di far edificare la sua villa proprio su questo poggio, fino a spingere all'identificazione di questo con quella, simbolo attuale di Poggio a Caiano e massimo esempio delle Ville Medicee. La Villa Medicea è oggi il principale punto di attrazione di Poggio a Caiano e da sola merita un viaggio da parte di chi ama gli itinerari turistici nella provincia di Prato. La Villa di Poggio a Caiano fu fatta edificare da Lorenzo de' Medici e dai suoi eredi su disegno di Giuliano da Sangallo tra il 1445 e il 1520 circa ed è il primo esempio di architettura rinascimentale che fonde la lezione dei classici (in particolare Vitruvio) con elementi caratteristici dell'architettura signorile rurale toscana. La Villa rimase sempre la residenza estiva dei Medici, ospitando numerose personalità, festeggiamenti per matrimoni nobili ed eventi culturali. Quando Firenze divenne capitale Vittorio Emanuele II, amante dei cavalli e della caccia, provvide ad una ristrutturazione della Villa Medicea di Poggio a Caiano: furono costruite nuove scuderie, alcune sale al piano terra vennero ridecorate e il grandioso salone Leone X°, al primo piano, si trasformò in una sala da biliardo.

Di grande interesse sono i giardini che circondano la Villa, ridisegnati dopo il 1811: attualmente solo la parte dei giardini che si estende oltre la facciata posteriore della Villa, verso l'Ombrone, si presenta come un giardino all'inglese, con viali ombreggiati ed angoli caratteristici. Sul lato destro della Villa essi hanno invece mantenuto l'aspetto di un giardino all'italiana, con una vasca centrale e numerosi vasi di limoni. I giardini sono arricchiti da rare specie vegetali e da alcune statue, come quella in terracotta che raffigura la cattura della ninfa Ambra da parte di Ombrone descritta da Lorenzo de' Medici nel suo poemetto "Ambra".
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