Il Parco Sirente-Velino d'Abruzzo, costituito da quattro zone: la Media Valle dell'Aterno, la Valle Subequana, l'altopiano delle Rocche e la Marsica settentrionale, costituisce uno degli ambienti naturali più interessanti dell'Appennino centrale.
La Media Valle dell'Aterno e la Subequana sono maggiormente caratterizzate da una straordinaria presenza di beni storici e artistici. Torri, resti di fortezze, chiese e siti archeologici punteggiano anche il versante marsicano.
Almeno due branchi di lupi frequentano queste montagne ed è accertata la presenza dell'orso bruno.
A Tione (Piano di Lano, 1084 metri), Fontecchio e Fagnano gruppi di belle costruzioni in pietra calcarea – le pagliare – usate fino agli anni Sessanta del Novecento come dimore estive e depositi di foraggi, testimoniano la necessità, per le popolazioni della Valle dell'Aterno, di spingersi a quote più elevate alla ricerca di terreni coltivabili. L'abitudine della transumanza verticale verso l'altopiano delle Rocche ha generato una produzione di formaggi di malga che si esprime tuttora soprattutto nei pecorini.
Ridotte ai minimi termini le colture cerealicole e l'attività molitoria (ne resta traccia nel toponimo Molina Aterno), il prodotto vegetale più caratteristico della zona è lo zafferano, coltivato tradizionalmente sull'altopiano di Navelli (fuori parco) ma anche nella Valle Subequana, dove il Crocus sativus ha trovato condizioni ideali di sviluppo nel clima rigido e secco. Nei boschi abbondano i tartufi neri, estivi e invernali, e la ricchezza di fiori rende particolarmente interessante la produzione di miele.

Pecorino
Rigorosamente preparato con latte crudo, il pecorino di questa zona d'Abruzzo spesso è fatto seguendo ancora le antiche tecniche di lavorazione che prevedono la produzione casalinga del caglio, ottenuto dallo stomaco di agnelli o capretti non ancora svezzati.
La stagionatura richiede 15/20 giorni, in locali idonei, dopo di che è pronto per il consumo.
A un mese dalla produzione si ungono le facce dei pecorini con olio di oliva per garantire una conservazione ottimale. Le forme, che pesano al massimo un chilo, sono caratterizzate dal colore della pasta bianco avorio, dall'occhiatura diffusa e dal profumo di pascolo intenso.

Zafferano
Lo zafferano, che si ricava per essiccazione degli stimmi del fiore del Crocus Sativus, è conosciuto e usato da millenni per l'elevato potere colorante e l'intenso aroma.
Di origine mediorientale e molto resistente al freddo, la pianta fu portata in Sicilia dagli Arabi e si diffuse nella penisola, ma prosperò solo nell'Abruzzo aquilano, assumendo un peso determinante nell'economia locale.
La pianta è coltivata tradizionalmente sull'altopiano di Navelli (incuneato tra i parchi del Gran Sasso e del Sirente Velino) e nella Valle Subequana, dove ha trovato l'habitat ideale per il clima asciutto e ventoso, i terreni molto permeabili (un'umidità eccessiva farebbe marcire la pianta) e la straordinaria abilità della gente di 'sfiorarla' a mano.