Il territorio del parco è un piccolo "sistema alpino" a sè stante, ricco di forti contrasti ambientali di carattere altimetrico (dai 65 metri del lago ai quasi 2000 delle montagne più elevate), climatico e vegetazionale (dalla macchia mediterranea agli endemismi rupicoli subalpini delle valli di Tignale e di Tremosine). Gli aspetti dominanti sono rappresentati dalla massa azzurra delle acque del Garda sulla quale si affacciano i contrafforti delle Prealpi che qui scendono fino alle rive del lago. La costa mostra segni evidenti di antica antropizzazione e una vegetazione fitta e lussureggiante che si alterna a colture di olivo e, in minor misura, di vite.

Limoni del GardaI primi limoni del suo viaggio in Italia Goethe li scoprì sul Benaco, un frammento di Mediterraneo incuneato nell'arco alpino.
La produzione di agrumi è ormai quasi solo un ricordo, scandito dai resti delle limonaie che punteggiano la costa del lago, da Gardone a Limone. File di pilastri e frammenti di muri bianchi sono quel che resta delle serre dove per secoli si sono coltivati gli agrumi introdotti fin dal Duecento sulla sponda nord-occidentale del Benaco. Fragranti, con scorza sottile e forma più arrotondata e "bitorzoluta" degli altri, i limoni del Garda erano esportati anche in Germania e in Russia: un'attività che, compromessa dallo sconvolgimento dei rapporti commerciali successivo al crollo dell'Impero austroungarico, minata da alcune virosi e da una serie di gelate, è ormai ridotta a pura testimonianza.

A Tignale la Comunità Montana Alto Garda Bresciano ha recuperato e reso visitabile una limonaia ottocentesca, mentre la villa Bettoni-Cazzago, a Bogliaco di Gargnano, è candidata a ospitare un museo di agrumi storici, il primo in Europa. Resiste, invece, con maggiore impatto, l'olivo sul quale si fonda una radicata cultura agricola e alimentare e che dà origine a una piccola ma qualificatissima produzione di extravergine Dop.