Il pane della Val Venosta ha una crosta morbida e marrone scuro e una pasta soffice e brunita per la presenza di farina di segale (quasi sempre mescolata con farina di frumento). Al naso e in bocca prevale, a volte prepotentemente, l'aroma dei semi di finocchio. La forma tradizionale è una specie di "otto" schiacciato, ottenuta unendo due pani rotondi e piatti. Per questo si chiama Paarl, che significa coppia. La dimensione è variabile (il diametro va dai 10 ai 30 centimetri; lo spessore da 2 a 3 centimetri). I depositari della ricetta madre sono i frati benedettini del convento di Monte Maria (sopra Burgusio) e i panettieri che si attengono alle loro indicazioni producono l'Urpaarl (coppia antica), un pane a lievitazione naturale fatto con farina di segale mescolata a farina di farro. Poi, ognuno personalizza la ricetta aggiungendo dosi variabili di semi di finocchio, cumino e trigonerla (tutte erbe rigorosamente locali).
L'altro pane classico di questa zona si chiama Schüttelbrot (da schuttel che significa scuotere): durante la lavorazione, infatti, si scuote la pasta energicamente e proprio grazie a questa operazione il pane, una volta cotto, è duro e croccante. La forma è rotonda e piatta; la superficie è bitorzoluta e di colore marrone chiaro. Anche in questo caso il diametro va dai 10 a 30 centimetri. Si fa con farina di segale e si aromatizza con gli immancabili semi di finocchio e, in alcuni casi, con trigonerla, cumino, anice. Quello tradizionale si fa esclusivamente a mano. è ottimo con lo speck e i salumi affumicati.
Fonte: Atlante dei Prodotti Tipici dei Parchi Italiani.