Arrivando dal mare sorprende intravedere un asse viario, il Cassaro, l’odierno Corso Vittorio Emanuele, che taglia Palermo e ci permette di spingere lo sguardo fino a Porta Nuova realizzata nel 1583 per celebrare il ritorno di Carlo V dalle campagne militari di Tunisi. Preludio allo stile barocco, la porta, ornata da bugne che si aprono a ventaglio sull’arco, riporta quattro mori prigionieri. Scopo è esaltare le vittorie del re in terra africana. Presenta inoltre un’aquila, emblema della città, e le armi del vicerè Marcantonio Colonna.

Contiguo alla Porta vi è il Palazzo Reale dei Normanni. L’edificio fu eretto sull’antico Castello arabo, il quale era stato abbandonato quando gli emiri decisero di spostare la loro Corte nella cittadella fortificata de La Kalsa. I re Normanni lo scelsero come residenza e ne utilizzarono le architetture adattandole alle loro esigenze, rendendolo una fortezza e, allo stesso, tempo una dimora raffinata.

Le maestranze musulmane d’ispirazione islamica e l’adattamento alle esigenze dei re cristiani lo resero unico. Rappresenta oggi, tra gli altri, l’espressione di quella nuova forma artistica passata alla storia come arte arabo-normanna. L’intera struttura del Palazzo Reale dei Normanni, costituita da torri, giardini e padiglioni, domina la città essendo stata edificata nell’area dell’antica Paleopoli, su una altura rocciosa un tempo racchiusa fra due fiumi: il Kemonia, o fiume del Maltempo, e il Papireto.

La Cappella Palatina

La Cappella Palatina si trova all’interno del Palazzo Reale dei Normanni, oggi sede del parlamento siciliano. La sala è suddivisa in tre parti con colonne mutuate da edifici preesistenti. L’area del santuario è di forma quadrata con copertura a cupola; la zona absidale è invece costituita da tre nicchie semicircolari. Un manto musivo ricopre pareti e archi.

Nella cupola è raffigurato un Cristo Pantocratore attorniato da Angeli e Arcangeli, nelle nicchie sono rappresentati i quattro Evangelisti, mentre sugli archi compaiono re e profeti del Vecchio Testamento. Nel catino dell’abside maggiore vi è un Cristo benedicente, a destra San Paolo, a sinistra Sant’Andrea. Sulle pareti sono riportate storie della Genesi e della vita di Cristo. Il soffitto ligneo presenta un decoro tipico arabo a “muquarnas” e, il pavimento, un complicato disegno geometrico con intarsi a mosaico.