L'oreficeria a Roma, sempre florida nel corso dei secoli per la diffusa presenza di chiese e della corte papale, ebbe in alcuni periodi storici una fortuna veramente notevole. La produzione romana si orientò in prevalenza verso oggetti sacri.

Nei secoli scorsi l'oreficeria a Roma era concentrata in via del Pellegrino: nel 1680 per questi artigiani divenne addirittura un obbligo, imposto dalle autorità, quello di "habitare ed havere le botteghe nel Pellegrino e vicoli annessi".
Nelle fiorenti botteghe romane, dove abili maestri applicavano e rielaboravano i canoni impartiti dalle arti monumentali, giunsero anche celebri artisti o apprendisti del calibro del Cellini, il cui soggiorno romano è ricordato da una targa in largo Tassoni: delle sue produzioni rimane però soltanto, a Vienna, una saliera per Francesco I.