La Cà Granda di Milano è oggi sede dell'Università degli Studi di Milano, ma un tempo la Cà Granda era l'antico "Spedale di Poveri" voluto da Francesco Sforza duca di Milano e da sua moglie Bianca Maria Visconti. La prima pietra della Cà Granda fu posta solennemente il 12 aprile 1456, in segno di gratitudine a Dio per la conquista del Ducato. L'edificio fu completato nei secoli seguenti grazie a lasciti e donazioni di cittadini milanesi benestanti che ritenevano doveroso e utile per la loro anima contribuire al funzionamento dell'Ospedale dei Poveri chiamato familiarmente "la Ca' Granda". Tanto importante per la città da dare il nome alla strada che la fronteggiava: via Festa del Perdono, che era lo speciale giubileo celebrato ogni due anni per raccogliere fondi per l'Ospedale.

La Cà Granda è uno dei monumenti più importanti della Milano quattrocentesca e rinascimentale. Una visita del monumento, oggi, consente di trovare le tracce del progetto originario, fortemente simbolico, fino agli elementi moderni e funzionali che lo rendono perfettamente adatto ad un istituto universitario di una metropoli. Il progetto, affidato da Francesco Sforza all'architetto toscano Antonio Averlino detto il Filarete, fu segnalato dall'artista come esempio di architettura pubblica nel contesto di una città ideale, la Sforzinda, in cui era adombrata la Milano Sforzesca. La pianta della Cà Granda proposta dal Filarete, basata sul quadrato, aveva chiari riferimenti simbolici religiosi.

La pianta

Lo schema che sottende l'edificio è un rettangolo formato da dieci quadrati uguali, tra i quali si colloca in posizione centrale la Chiesa.
Le parti laterali, costituite da costruzioni con pianta a croce ("crociera") quasi a ricordare la sofferenza umana, erano destinate ai malati. Per tutta la lunghezza dei bracci della crociera furono creati corridoi nei quali erano collocati servizi igienici (chiamati "destri'') con soluzioni avveniristiche per l'epoca.
All'opera collaborarono poi Guiniforte Solari, l'Amadeo, F.M. Richini, G.B. Crespi detto il Cerano. Comunque il Richini è ritenuto l'effettivo ideatore del grande cortile barocco, composto da una sequenza a doppio ordine di arcate su colonne: questo cortile è infatti di solito definito cortile centrale o del Richini. Sempre al Richini si deve la corrispondente fronte secentesca della Cà Granda verso la via Festa del Perdono.
Interessante ricordare che la Cà Granda in origine si affacciava sul Naviglio.

Questo magnifico complesso architettonico è stato adibito ad ospedale fino alla seconda guerra mondiale, durante la quale fu quasi completamente distrutto dai bombardamenti. Alla fine della guerra l'edificio venne assegnato all'Università degli Studi di Milano; i lavori di ricostruzione iniziarono nel 1949 e l'Ateneo vi pose ufficialmente la sua sede nel 1958.
Magnifica l'opera di restauro e di ristrutturazione della Cà Granda portata ad esempio di armonizzazione tra moderno e antico, realizzata da una èquipe di tecnici, fra i quali l'architetto Piero Portaluppi.
Oggi il complesso della Cà Granda, che conserva intatta l'atmosfera di austerità e di emozione per cui quei luoghi erano stati creati, è la sede centrale dell'Università Statale di Milano: più precisamente qui si trovano il Rettorato, alcuni Uffici amministrativi e le due Facoltà umanistiche di Giurisprudenza e Lettere e Filosofia.

Per saperne di più
www.unimi.it
www.comune.milano.it