Napoli e il Palazzo Reale di Capodimonte La terra del sole, della pasta e della buona pizza, la terra che gli antichi chiamavano 'Terra felix'. Quando si parla della Campania si pensa ad una terra ricca di fascino e di bellezze, soprattutto naturali, basti pensare alla spettacolare costiera amalfitana con le coste a precipizio sul mare, alle splendide isole napoletane (Capri, Ischia, Procida), ma c'è anche la magnifica Reggia di Caserta o i siti archeologici di Pompei e di Paestum e soprattutto i tanti altri bellissimi centri, tra cui la città di Napoli. Trascorrere qualche giorno a Napoli - che Goethe definiva 'un paradiso naturale abitato da diavoli' - e viverla con le sue pulsioni, la sua passionalità e i suoi fermenti creativi può essere un'esperienza esaltante. Napoli è in grado di catturare i sensi con i suoi suoni, i suoi colori, i suoi profumi, ma soprattutto con il paesaggio e con la vita quotidiana che la rendono una città ricca di fascino. C'è chi la considera la Capitale del Sud Italia tanto è conosciuta, amata e visitata: Napoli è una città unica al mondo, ammaliante, che conquista chiunque vi soggiorni, perchè soggiornare a Napoli implica la scoperta di un'identità culturale e civile che affonda le sue radici nella gestualità teatrale di Viviani, di Totò, di Eduardo de Filippo, di Troisi, o nelle note musicali di Murolo, di Peppe Barra, di Pino Daniele. E quindi arte, cinema, teatro, musica si fondono armoniosamente in un unico linguaggio per forgiare una cultura ed un modo di vivere unici al mondo. Ma accanto alle bellezze di Napoli, è possibile scoprire quelle architettoniche e artistiche del Palazzo Reale di Capodimonte. Nel 1734 Carlo di Borbone, divenuto re di Napoli, affida all'ingegnere Maggiore Giovanni Antonio Medrano la costruzione di una nuova Reggia, che, nel pieno rispetto di altre costruzioni reali, necessita della presenza di un parco. Il Palazzo Reale di Capodimonte espleta sin dalle sue origini una duplice funzione: residenza di corte e sede museale. A testimonianza di questo suo secondo ruolo, nel 1756 vengono aperte al pubblico le prime sale che raccolgono la collezione Farnese. Con il trasferimento di tutte le collezioni d'arte nel Palazzo degli Studi, attuale Museo Archeologico Nazionale, la Reggia diventa residenza di Giuseppe Bonaparte e poi di Gioacchino Murat. La funzione residenziale viene confermata da Ferdinando, che intraprende nuovi lavori nel palazzo e nel parco. Una schiera di pittori, scultori e artigiani sono chiamati a decorare le sale della Reggia, in particolare il Salone delle Feste e a metà secolo il palazzo è finalmente completato. Con l'Unità d'Italia, Capodimonte passa ai Savoia che promuovono l'arricchimento delle raccolte d'arte; contemporaneamente si avvia anche la creazione di una galleria d'arte moderna ricca di dipinti di pittori contemporanei in prevalenza napoletani. Nel 1950, con l'approvazione del Ministro della Pubblica Istruzione, si decide di ripristinarvi la sua piena ed esclusiva funzione di Museo, attuando il progetto di Bruno Molaioli che prevede il ritorno delle collezioni d'arte medioevale e moderna dal Museo Nazionale.