Il nostro itinerario turistico nella capitale ci conduce nello stato più piccolo al mondo: il Vaticano, lo stato adagiato sulla riva destra del Tevere che accoglie in 7 km di gallerie opere di inestimabile valore.

I Musei Vaticani e Cappella Sistina

La prima tappa: i Musei Vaticani, scrigno di tesori in cui l'arte italiana raggiunge acmi di incomparabile bellezza e in cui il genio umano sembra trasformarsi in umile servo dell'arte, in tutte le sue forme d'espressione, dalla scultura alla pittura.È possibile dare un accenno alla loro composizione interna, ma per apprezzarne l'anima è necessario visitarli.I musei si articolano in 54 gallerie o sale che si concludono con la Cappella Sistina.
Tra le più importanti ricordiamo:
- la Galleria degli Arazzi, di provenienza fiamminga, realizzati al tempo di Clemente VII che raccontano la storia della vita di Cristo e che sono arricchiti da illusioni prospettiche
- la Galleria delle Carte Geografiche, che accoglie 40 carte geografiche rappresentative di tutte le regioni italiane e che sono esemplificative dei possedimenti della Chiesa all'epoca di Gregorio XIII
- il Museo Egizio, con reperti egiziani che furono acquistati dai papi intorno al 1700
- il Museo Etrusco, che custodisce bronzi, vasi e altri reperti dell'Etruria Meridionale, dell'Italia ellenizzata e d'età romana
- il Museo Chiaramonti, una galleria di 1000 sculture tra statue e busti romani. La nuova ala, il cosiddetto Braccio Nuovo, ospita celebri statue, tra cui possiamo citare quella di Augusto Prima Porta
- le Stanze di Raffaello, in cui è possibile ammirare alcune delle sue opere come la Stanza della Segnatura, rappresentazione del Vero soprannaturale e razionale (la rinomata Scuola di Atene), del Bene e del Bello
- la Stanza di Eliodoro, in cui viene rappresentato il potere spirituale e temporale della Chiesa e che si concretizza nella Messa di Bolsena
- la Stanza dell'incendio di Borgo, che raffigura il miracoloso intervento di papa Leone XIII che riuscì a sedare l'incendio dell'847 affacciandosi dalla Loggia delle Benedizioni con il segno della croce
- la Sala di Costantino, realizzata in gran parte dagli allievi di Raffaello, in cui sono raffigurati episodi della vita di Costantino.La Cappella Sistina deve il suo nome al suo committente, Papa Sisto IV della Rovere, che oltre ad accogliere le riunioni della corte papale doveva anche assolvere una funzione difensiva dalle minacce della Signoria di Firenze e dai Turchi di Maometto.

Le pareti laterali narrano le storie bibliche: a sinistra quelle di Mosè e dell'Antico Testamento, a destra quelle di Cristo e del Nuovo Testamento. Ma è Michelangelo che compie il grande capolavoro di 800 metri quadri, dando vita ad una maestosa struttura architettonica, la cui lettura si articola in tre parti.
Prima parte: nelle vele triangolari e nelle lunette sono rappresentati gli Antenati di Cristo che rappresentano l'umanità e il susseguirsi delle generazioni in attesa della Rivelazione.
Seconda parte: nella fascia esterna appaiono i Sette Profeti e le Cinque Sibille pagane accompaganti da angeli e putti, accomunati dalla loro antica funzione di aver preannunciato la venuta di Cristo.
Terza Parte: nei rettangoli centrali sono narrate 9 scene tratte dal Libro della Genesi: la Separazione della luce dalle tenebre, la Creazione degli astri e delle piante, la Separazione della terra dalle acque, la rinomatissima Creazione di Adamo, la Creazione di Eva, il Peccato Originale e la Cacciata dal Paradiso Terrestre, il Sacrificio di Noè, il Diluvio Universale e per concludere l'Ebbrezza di Noè. Vent'anni dopo aver terminato il lavoro nella volta, Michelangelo fu nuovamente chiamato per dipingere la parete di fondo.

Ispirato al libro dell'Apocalisse e alla Divina Commedia di Dante Alighieri, l'opera evidenzia e sottolinea la tragica visione filosofica dell'artista che vede al centro la figura di Cristo che, come un giudice, condanna e salva le anime terrene, indicando loro il destino ultraterreno: ad alcuni la salvezza, ad altri la dannazione.Tutte le figure sembrano muoversi come in un turbine, stagliandosi su un cielo azzurro; santi, dannati, angeli...figure contrapposte, dalla natura mitologica e terrena, coesistono in questa opera conosciuta in tutto il mondo, che lascia sbigottiti al solo guardarla per la sua magnificenza, la sua perfezione, la sua complessità, la sua straordinaria genialità. Ma per poter comprendere appieno la sua bellezza, è necessario vederla; così come è necessario, se non obbligatorio ammirare la bellezza della Basilica di San Pietro.

Basilica di San Pietro

Soffermarsi a parlare della sua struttura a croce latina, del suo immenso spazio decorato con stucchi, mosaici o statue barocche, del senso di smarrimento che si prova al suo interno è cosa di cui tutti sono a conoscenza, perchè riportate su tutte le guide turistiche della Capitale. L'attenzione si sofferma su due protagonisti: la Pietà di Michelangelo o il Baldacchino del Bernini. La Pietà di Michelangelo è una di quelle opere che lascia poco spazio al commento, perchè è necessario guardarla, vederla, ma soprattutto, capirla. La delicatezza del drappeggio, la dolcezza dei lineamenti della Madonna, il corpo abbandonato di suo figlio che tiene tra le sue braccia, quasi a non sentirne il peso; due figure, che hanno la consistenza di un'unica persona, che sembrano fondersi. Chi, nel guardarla, non ha mai sentito il cuore stringersi, in un profondo sentimento di pietà?

Il Baldacchino del Bernini

Il Baldacchino del Bernini è un monumentale impianto di natura barocca che fonde in sè architettura e scultura e che si inserisce nello spazio in modo innovativo e scenografico. Le colonne tortili, imitazione del Tempio di Salomone, sono caratterizzate da tre pezzi ciascuna, a cui si aggiungono i capitelli e i basamenti, e attraversate da elementi naturalistici in bronzo.