Il più illustre dei vini abruzzesi è il Montepulciano d'Abruzzo, che ben alligna in quel microclima tra le alture dell'interno e il mare, particolarmente nella fascia collinare costiera, mai oltre i 500 metri o 600, se esposti a mezzogiorno. Si fregia della Docg nella sottozona 'Colline Teramane' mentre la tipologia Cerasuolo, ottenuta dalle stesse uve Montepulciano, deriva da una diversa tecnica di vinificazione che avviene in bianco o con limitato periodo di macerazione in presenza delle bucce. E' un metodo antico, da sempre diffuso nella produzione dei vini abruzzesi, che si è evoluto tecnicamente negli ultimi anni.

Ben predisposte alla viticoltura le campagne, collocate tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso e della Majella, a poco più di mezz'ora dal mare e non lontano da Chieti, il cuore montano d'Italia in cui si trovano tre Parchi Nazionali e oltre dieci riserve nazionali e regionali. Forti escursioni termiche, ventilazione e insolazione garantiscono uve pregevoli per la produzione dei vini abruzzesi. Il Montepulciano d'Abruzzo brilla di rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee o arancione se invecchiato (diventa 'riserva' con invecchiamento di almeno due anni e 12,5° di gradazione minima); gradevole l'odore vinoso che si unisce al sapore asciutto, sapido, rotondo e lievemente tannico, con gradazione minima pari a 12°, che lo fa piacevolissimo amico di un pasto completo. Se il Montepulciano giovane si accosta a grigliate di carne suina e ovina, mano a mano che invecchia è preferibile con carni rosse, magari le parti più pregiate delle carni e non teme confronti accostato a formaggi pecorini stagionati, fiore all'occhiello dell'enogastronomia di Chieti.

Per saperne di più

Consorzio Tutela Vini D'Abruzzo -www.consorzio-viniabruzzo.it