Intramontabile accessorio che può trasformare completamente un capo d'abbigliamento, segno distintivo, utile riparo, follia di una sera, il cappello è da secoli, e in tutto il mondo, protagonista della moda e della vita quotidiana. Pochi però sanno che la maggior parte di quelli artigianali nasce a Montappone, delizioso borgo di 1.800 abitanti nel cuore delle Marche con un'antica tradizione e ben 45 aziende specializzate sparse sul territorio, alle quali si deve il 70% della produzione italiana e metà di quella europea. Quello di Montappone, insomma, è il "distretto di cappelli" più importante d'Europa.

Una tradizione artigianale che si perde nella note dei tempi. Narra infatti la leggenda che tanti secoli fa, su queste colline viveva un re saggio che aveva una figlia bellissima. Quando la fanciulla giunse in età da marito, la vide un giovane contadino che subito la chiese in sposa. Il giovane non aveva però che un po' di grano: non bastava per procurarsi la corona che il re voleva in regalo dal pretendente alla mano della figlia. "Maestà", disse il giovane-, "voglio sposare tua figlia, ma non ho oro, ne' pietre preziose. Sono contadino, se abbandono i campi per andare a cercarle, cosa troverò al mio ritorno se non spighe di grano beccate dagli uccelli?" Il re, a cui il contadino era simpatico, decise di aiutare il giovane, ma senza darglielo a vedere. "Affari tuoi", disse. "Questo ho chiesto e questo voglio. Ma ricorda: ognuno è ricco per ciò che ha, non per ciò che gli serve".

Il giovane uscì dal castello sconsolato e si diresse verso casa costeggiando un campo. Mentre il sole tramontava, raccolse tre spighe di grano e le sfarò con una mano per vedere se erano pronte per diventare pane. La pula volò via con la brezza della sera e, in quel momento, gli si avvicinarono tre picchi che beccarono i chicchi. Il giovane li guardò volar via e solo allora comprese le parole del re: con i tre gambi che gli erano rimasti in mano fece una treccia. Durante la notte ne intrecciò molti altri, li cucì insieme e li arrotolò. La mattina seguente tornò al castello portando una corona fatta da trecce di paglia e impreziosita da un bordo piatto e sporgente per riparare dal sole e dalla pioggia il viso di chi la portava. Vedendola, il re sorrise soddisfatto e indossò proprio quella "corona" il giorno in cui la figlia si maritò con l'ingegnoso contadino. E si narra che da quel giorno tutti i cittadini di Montappone cominciarono a intrecciare la paglia, sperando di poter godere anche loro di una fortuna pari a quella del compaesano.

Si sa, le favole contengono sempre qualcosa di vero. In questa c'è che, nel tempo, a Montappone hanno cominciato a fabbricare cappelli di tutte le fogge, con ingegno e fantasia.

Situato a pochi chilometri di distanza sia dal mare, sia dai Monti Sibillini, Montappone è un piccolo centro in cui la coltivazione del grano è una risorsa importante. E siccome in campagna non si butta niente, si è trovato un utilizzo perfino per il gambo mietuto dopo che è stato separato dalla spiga. L'antica lavorazione artigiana del cappello di paglia si è trasformata negli anni in produzione su vasta scala e Montappone, sul finire dell'Ottocento, è stato il primo centro italiano a industrializzarne la fabbricazione.

A testimoniare l'importanza e l'abilità dei suoi artigiani, c'è il Museo del capello di Montappone: dalla raccolta della paglia alla selezione, e da questa all'intrecciatura e alla cucitura, fino alla pressa che dà forma al cappello, tutte le fasi della lavorazione sono illustrate passo per passo da proiezioni, fotografie, pannelli e macchinari d'epoca perfettamente funzionanti. In mezzo ai 196 centimetri di differenza che separano il cappello più piccolo, quello di una bambola, dall'eccentrico parasole largo due metri, nel museo trovano posto emozionanti pezzi unici, come per esempio l'ultimo cappello indossato da Federico Fellini, o come la caratteristica paglietta dei primi del secolo. Il tutto, contornato da un'incredibile collezione di cappelli comuni, da lavoro, da cerimonia, bizzarri, chic, cilindri, pagliette, fez, feluche e chepì, in un incessante riverberarsi di epoche, storie e stili diversi.

Per saperne di più

Informazioni

Comune di Montappone

tel 0734760426

http://www.provincia.ap.it/

www.ilcappellodipaglia.it

Storia

Montappone si erge su un erto colle dell'Alto Piceno a 370 metri sul livello del mare, sulle cui pendici, lungo un ampio borgo, si dispiega l'agglomerato urbano. Le prime notizie certe con il nome Montappone risalgono all'anno mille e, fin dall'antichità, fu dominato dalla potentissima famiglia dei Nobili-Brunforte. Agli inizi del XIV secolo, il castello di Montappone fu distrutto da Gentile da Mogliano e ricostruito dai montapponesi nel 1371. Nel 1808, con l'avvento del Regno D'Italia, si unirono al Municipio di Montappone quelli di Massa e Monte Vidon Corrado. Quando venne ripristinato il dominio pontificio, Montappone fu sede del governatore del distretto, trasferito prima a Falerone, poi a Montegiorgio. Nel 1827 ebbe un Podestà con giurisdizione anche su Massa Fermana.

Da vedere

In piazza Roma, nella Chiesa Parrocchiale di S. Maria e S. Giorgio, sono conservate la tela Madonna con Bambino a Santi del Pomarancio (1552-1626) e una Croce Reliquiario del XV sec. Nel centro storico emerge l'Oratorio del Sacramento, con affreschi attribuiti a Vincenzo Pagani. Addossata alle mura fortificate con l'imponente torre campanaria, svetta la grande Chiesa di S. Maria in Castello del XVIII sec.

Come arrivare

Provenendo da sud, uscita autostrada A14 Porto San Giorgio, seguire le indicazioni per Ippodromo San Paolo di Montegiorgio, attraversare Montegiorgio, Monte Vidon Corrado e proseguire per Montappone. Provenendo da nord, uscita autostrada A14 Civitanova Marche, imboccare la superstrada direzione Macerata-Tolentino fino all'uscita di Corridonia, attraversare Mogliano, Massa Fermana e proseguire per Montappone.