Se la geografia la pone al settentrione delle Marche, incastonata tra l'Adriatico e l'Appennino, la storia incorona la provincia di Pesaro e Urbino come la Provincia Bella dei Montefeltro, dei Della Rovere, dei Malatesta, di Raffaello, Bramante e Rossini. Anche i vigneti e le bottiglie fanno parte della bellezza del territorio e della tavola, con tre Doc: Pergola, Colli Pesaresi, Bianchello del Metauro. La prima, la più giovane, riconosciuta nel 2005, è riservata ai vini Pergola rosso, Novello e Passito che si ottengono da uve provenienti da un clone di Aleatico conosciuto localmente come "Vernaccia di Pergola". Il rosso spazia dal rubino al granato; il profumo, intenso e caratteristico, ricorda le essenze dei frutti rossi del sottobosco; il gusto pieno suscita sensazioni fresche ed aromatiche. L'abbinamento ideale è con i taglieri di salumi e formaggi non troppo stagionati, consumati insieme ad erbe di campo ripassate in padella con crescia di Pasqua e pane, cotti nel forno a legna; gli arrosti di carni bianche di animali da cortile, la coratella di agnello con aglio fresco e le lumache in porchetta dei monti dell'Appennino.
Può essere vinificato nella tipologia Novello, dal sapore morbido ed armonico con odore floreale e pure in quella di Passito, rivelandosi un delizioso vino da gustare lentamente, intenso ed etereo al naso, dolce e vellutato in bocca, da accostare a dolci come ciambelloni, biscotteria e crostate. Il territorio di Pergola è particolarmente famoso per un prodotto tipico chiamato Vino di Visciole fatto, seguendo un'antica ricetta, con il frutto aromatico visciola (da una varietà selvatica di prunus cerasus) e vino rosso pregiato, un nettare da meditazione ottimo con la pasticceria secca e il cioccolato.

Colli Pesaresi si ricollega alla provincia di Pesaro e Urbino nelle tipologie Rosso, Focara rosso, Novello, Bianco e Roncaglia bianco. Se il vitigno base per il Rosso è il Sangiovese, per il Bianco è il Trebbiano toscano localmente chiamato Albanella. Il Rosso, dall'odore delicato di frutta rossa e sapore asciutto lievemente tannico con tocco finale amarognolo, ha colore rosso granato con lievi riflessi tendenti al violaceo. L'abbinamento classico è con piatti a base di tartufo bianco e se ben strutturato si accompagna splendidamente al formaggio di fossa e alla pasta fatta a mano. Il Bianco, delicatamente profumato, asciutto e armonico con buona sapidità, va bevuto giovane. È consigliato per accompagnare piatti marinari, minestre e pietanze preparate con carni bianche.Il Bianchello del Metauro, un classico dei vini marchigiani, ricorda la frutta fresca (con sentori di mele e pere) e fiori di primavera come il pesco e il biancospino. Ottimo l'abbinamento con piatti a base di pesci, molluschi e crostacei crudi o cucinati in maniera delicata, bolliti o leggermente grigliati e conditi semplicemente con olio extravergine di oliva.

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