Immersa nei campi di olivo e in una florida vegetazione, famosa per numerose testimonianze delle epoche passate e le sue stratificazioni storiche, Larino ci invita ad un viaggio nel Basso Molise. Molti i luoghi di interesse: l'anfiteatro e i mosaici romani, i sontuosi palazzi, le ville nobiliari e le chiese, tra cui quella di S. Francesco, che mostrano anche oggi le tracce di una storia millenaria.
Urbs princeps frentaronum la denominarono gli antichi a sottolinearne l'importanza e la ricchezza, testimoniata dai preziosi mosaici e dagli edifici romani. La parte antica della città è caratterizzata principalmente dal Palazzo Ducale e dalla Cattedrale situata in Piazza Duomo. Il nostro itinerario può cominciare dall'Anfiteatro, realizzato alla fine del I secolo d.C. a seguito di lascito testamentario di un cittadino di Larinum di rango senatorio: di forma ellittica, aveva quattro ingressi, scalinate esterne a doppia ala. L'edificio mantenne la sua importanza anche nell'alto medioevo, quando venne trasformato in luogo di difesa dagli abitanti di Larino.

Gli abitanti di Larino, perseguitati nell'alto medioevo dalle orde saracene ed ungare, furono costretti a costruire un nuovo abitato in una zona meglio difendibile, ma non molto lontano dalla città romana: del nuovo nucleo si compone l'attuale centro storico dove Larino recuperò presto tutta la sua importanza. Qui fu costruita una nuova cattedrale dedicata all'Assunta e a San Pardo. È una chiesa in stile gotico-romanico consacrata nel 1319 su un edificio più antico, tra le più belle del Molise.
Ma giungiamo al presente con una particolare tradizione che attira a Larino turisti e curiosi : La Carrese di Larino, che coincide nel mese di maggio con la Festa di San Pardo, Patrono della città. Questa festa ha un'origine antica ed è accompagnata da una spettacolare carrese. Si tratta di una sfilata di circa 150 carri, con decorazioni artistiche e completamente ricoperti di fiori, che regala uno spaccato incredibilmente suggestivo sulle tradizioni contadine che hanno saputo resistere al passare dei secoli.
La festa risale all'anno 842 quando alcuni abitanti di Larino, sopravvissuti alla distruzione della città da parte dei Saraceni, trovarono nelle campagne il sepolcro che racchiudeva il corpo di San Pardo, vescovo della città di Lucera. Considerando il ritrovamento un segno divino, gli abitanti decisero che San Pardo sarebbe diventato il loro protettore: caricarono le spoglie su un carro rivestito di fiori trainato da buoi e lo portarono a Larino in una processione trionfale.

La tradizione della carrese di Larino, oltre a un significato spirituale, ne ha anche uno più folkloristico, legato ai riti agrari pagani durante i quali si celebravano le feste di maggio e giugno per celebrare la rinascita della natura dopo il lungo inverno. Non a caso, un simbolo importante della tradizione è l'albero che, nella festa di San Pardo, è rappresentato da un grosso ramo di ulivo portato in processione per onorare la natura che risorge. I larinesi usano appendere al ramo dei formaggi per sottolineare la simbiosi e l'amicizia tra la natura e l'uomo che la trasforma per il suo nutrimento.
Altro elemento fondamentale della festa di San Pardo è il carro, che per il larinese simboleggia la famiglia, e viene per questo ereditato di generazione in generazione. Le famiglie proprietarie del carro, una volta finita la festa, ricominciano immediatamente i preparativi per l'anno successivo: un gesto che rappresenta la comunità, i legami che si creano, la vita che sempre ricomincia nel suo eterno divenire. www.comune.larino.cb.it