Per diversi millenni le popolazioni dell’Isola hanno sfruttato i giacimenti minerari per estrarne rame, argento, piombo. Nell’Ottocento avviarono l’attività le principali miniere di cui ancora oggi ci sono testimonianze in cantieri, villaggi e borghi che spaziano dalla montagna al mare.
Molte miniere del Medio Campidano fanno parte del Parco Geominerario della Sardegna: Guspini e Arbus con i complessi minerari di Montevecchio e Ingurtosu, Gonnosfanàdiga con Perd’e Pibera e Villacidro con Canale Serci.

Tutti i paesi di questa Provincia hanno subito l’influenza dell’attività mineraria, soprattutto per via dei trasferimenti della popolazione dalla campagna alle miniere del Medio Campidano, operando una vera e propria rivoluzione. I luoghi minerari non più in uso sono stati poi ripresi dalla natura che ne ha ricoperto le imponenti strutture.

Non lontano da Gonnosfanàdiga nel Parco Comunale di Perd ‘e Pibera ci sono i resti di una miniera di molibdenite, un elemento utilizzato in molte leghe e particolarmente raro in Italia e quindi di grande interesse da parte delle industrie. Anche qui, a ridosso del centro abitato, l’ampio Parco offre un ambiente che regala, in ogni stagione, grandi emozioni. Da Gonnos si raggiunge Guspini, un paese in cui l’attività estrattiva ha condizionato lo sviluppo socio-economico del luogo. A 9 km dal centro si incontra un'altra miniera del Medio Campidano, Montevecchio, tra macchia mediterranea, una colonia di cervi e cantieri minerari dall’architettura ricercata ed elegante. Ricca di piombo e zinco, fino agli anni Sessanta Montevecchio è stata una delle miniere più importanti d’Europa. Da tempo sottoposto a tutela, il sito è stato in parte recuperato e destinato ad attività turistico-culturali.

Qui è possibile la visita al cantiere di Piccalinna, il più antico della miniera, costruito con uno stile architettonico ispirato al Liberty francese, in pietra a vista di pezzature e colori differenti, e alla galleria Anglosarda con l’elegante Palazzo della Direzione, sede del Direttore della Miniera e della sua famiglia, arredato con mobili seicenteschi e ottocenteschi. Il Borgo signorile ospita numerose strutture dalla ricercata architettura che testimoniano la vita agiata e alla moda che questa parte del personale ha vissuto.

Di poco distante dall’abitato parte la strada sterrata per la spiaggia di Piscinas, con le dune tra le più grandi in Europa, dichiarate patrimonio dell’UNESCO, strada che porta al borgo minerario di Ingurtosu, frazione di Arbus, con i suoi edifici di grande pregio architettonico.
Lungo il tracciato, verso il mare, è visitabile Pozzo Gal, splendida struttura estrattiva, che, restaurata, attualmente ospita un museo tematico.

Il pozzo fu realizzato nel 1924 e accanto a esso, con il castello in muratura, venne costruita la sala argano e i locali delle officine e delle forge, per porre fine al trasporto su rotaie. Attualmente la struttura ospita un museo multimediale che racconta e custodisce un ricco patrimonio di memoria e di storia dei luoghi. Intorno e lungo strada si inseguono e susseguono imponenti strutture destinate ai processi di lavorazione del minerale estratto dalle miniere del Medio Campidano come la splendida laveria Brassey. A breve distanza da Ingurtosu si trova, circondato da una vegetazione rigogliosa, il villaggio di Pitzinurri, un tempo abitato da minatori e ora destinato al turismo.