Piazza Arringo ad Ascoli Piceno può essere chiamata anche "piazza dei musei" non solo per il fascino dei suoi monumenti, ma anche per la concentrazione di raccolte d'arte conservate nella Cattedrale, nella Pinacoteca Civica, nel Museo Archeologico Statale e nel Museo Diocesano.Situata nel palazzo Comunale, la Pinacoteca Civica fu istituita nel 1861 con il trasferimento di opere d'arte dalle chiese degli ordini religiosi soppressi. In seguito, la raccolta si è arricchita di lasciti e donazioni come le collezioni Ceci e Verrucci e di depositi come quello della Galleria d'Arte Moderna di Roma, divenendo così la più importante Pinacoteca Civica delle Marche, dopo quella statale di Urbino, e una tra le più cospicue dell'Italia centrale. Le sue sale sono ricche di arredi antichi, in buona parte della famiglia Sgariglia, che rendono gli ambienti preziosi ed eleganti e danno la sensazione di trovarsi in un palazzo nobiliare. Da non perdere: i dipinti su tavola di Carlo Crivelli, Pietro Alamanno, Paolo da Visso e Cola dell'Amatrice; il Piviale di Niccolò IV; le tele di Tiziano, Guido Reni, Luca Giordano, Carlo Maratta, Domenico Morelli, Pellizza da Volpedo; le collezioni di ceramiche e di strumenti musicali. Sull'altro lato di Piazza Arringo, nelle sale del Palazzo Panichi, trova sede il Museo Archeologico Statale. Fondato nel 1779, raccoglie reperti che vanno dal Paleolitico, al Neolitico, all'Età del Bronzo e poi del Ferro con la civiltà dei Piceni, fino all'epoca Romana e Longobarda. Tra i ritrovamenti esposti si trovano un interessante mosaico pavimentale, monete, corredi di necropoli barbariche, lapidi romane, monumenti funerari, statue e mosaici policromi, carri, corazze a disco e servizi da carne e da vino. Il Museo Diocesano è situato nel palazzo dell'Episcopio e comprende anche una sala del Palazzetto Roverella affrescata dal pittore vicentino Marcello Fogolino con storie di Mosè (1547). Istituito ne 1961, contiene dipinti di Carlo Crivelli, Pietro Alamanno, Cola dell'Amatrice, Ludovico Trasi, Carlo Allegretti, Nicola Monti, nonchè opere di oreficeria, sculture lignee ed in pietra di arte marchigiana e abruzzese dei secoli XIII-XV. Di straordinaria importanza sono la statua d'argento e il Braccio reliquiario di S. Emidio, opere rinascimentali di grande pregio dell'orafo ascolano Pietro Vannini. Di notevole interesse sono, inoltre, gli affreschi trecenteschi staccati dalle chiese di S. Vittore e dei S.S. Vincenzo e Anastasio e le due sculture del `300, raffiguranti Adamo ed Eva, provenienti dalla chiesa di S. Agostino.

Per saperne di più

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