"... È bono asciutto, dorce, tonnarello, solo e cor pane in zuppa, e si e' sincerote se confa' a lo stomico e ar cervello...". nulla di meglio dei versi del Belli per descrivere il Frascati, famoso in tutto il mondo e tra i più apprezzati vini dei "Castelli", prodotto nei territori comunali di Frascati, Grottaferrata, Monteporzio Catone e della stessa Roma.

Leggende, letteratura e tradizioni sui vini di Roma risalgono al Frascati e alle osterie (nel 1450 se ne contavano gia 1022), quasi tutte di proprietà dei produttori di quel vino, che le concedevano in gestione con contratti per molti versi simili a quelli di franchising oggi in uso per catene di bar, ristoranti e fast food.
Preveggenza commerciale che nei secoli ha tramandato un'aura di evocazione capitolina che tuttora circonda il Frascati Doc (Malvasia bianca di Candia e/o Trebbiano toscano in misura non inferiore al 70% ed eventuali aggiunte di Greco e Malvasia del Lazio 30%), di colore giallo paglierino più o meno intenso; profumo vinoso, caratteristico e delicato; sapore sapido, morbido, fine e vellutato. Prodotto anche nelle tipologie Superiore, Cannellino, Spumante. Abbinamenti: antipasti freddi e caldi, piatti di pasta con sughi a base di pesce, carciofi alla romana, frittate contadine, fritture di pesce azzurro, spezzatini di vitello, coniglio, pollo ed interiora di agnello alla cacciatora nella versione romana (con aceto). La denominazione Castelli Romani D.O.C. ha un'origine animata da "Guerra delle botti": già negli anni '60, all'epoca dei primi riconoscimenti, si pose la questione se preferire una sola denominazione per tutta la zona o singoli riconoscimenti per ogni territorio. La vicenda fu dibattuta con tale foga da passare alla storia come, appunto, "Guerra delle botti".

Oggi, molti produttori offrono vini di Roma da monovitigno - generalmente la Malvasia puntinata, detta anche del Lazio o Greco - per soddisfare tutte le più varie esigenze dei consumatori; oppure, in zone ove è tutelata la sola produzione del bianco, producono anche vini rossi in piccole pregevoli quantità e pure novelli e rosati da essi derivati. Il territorio di produzione, oltre alla zona dei castelli, comprende anche i territori di Rocca di Papa e Rocca Priora, a pieno titolo Castelli Romani, i comuni di Ciampino e Lariano, Zagarolo e San Cesareo, territori, questi ultimi, dove già insistono altre specifiche denominazioni di territorio. Il Bianco ha colore giallo paglierino; odore fruttato, intenso; sapore fresco, armonico, secco, talvolta frizzante e/o amabile. Grad. min.: 10,5°. Il Rosso ha colore rubino; odore vinoso, persistente, fruttato per il tipo novello; sapore fresco, armonico, secco, rotondo, talvolta frizzante e/o amabile, vivace e fragrante per il tipo novello. Grad. min.: 11°. Il Rosato ha colore rosa, talvolta con tonalità rubino; odore fruttato, intenso, vinoso; sapore fresco, armonico, secco, talvolta frizzante e/o amabile. Gradazione minima: 10,5°. Il Rosso si sposa con arrosti di carni rosse, pollame e coniglio alla cacciatora e/o alla griglia. Il Rosato si abbina semplicemente a tutto pasto e viene inoltre associato a salumi, minestre, piatti a base di uova. Il Bianco: le minestre asciutte, primi piatti a base di pesce, risotti con verdure sono i piatti che meglio si accompagnano a questo vino.

 

Per saperne di più

www.frascati2000.it/pages/vino.htm
www.naturalmenteitaliano.it
www.arsial.it