"Eravamo una decina di naturalisti appassionati, in gran parte non professionisti, quando un anno ci venne in mente di fondare in Italia una sezione di quel WWF, che dal 1961 aveva iniziato ad operare in vari paesi del mondo. Ognuno di noi donò 20.000 lire, il mio studio di architetto era la nostra sede: la voglia di fare era tanta e l'entusiasmo era la nostra forza. Così ebbe iniziò la nostra avventura!"
Così Fulco Pratesi, fondatore del WWF Italia e storico presidente fino al 2006, ricorda la nascita del sodalizio in Italia nel 1966 e l'inizio di quella "avventura" che avrebbe portato il WWF Italia, una ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) recentemente riconosciuta anche come ONG (organizzazione non governativa) per il suo impegno nella cooperazione con i paesi in via di sviluppo, a diventare la maggiore associazione ambientalista italiana e il World Wide Fund for Nature a diventare la più grande organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura che, grazie al supporto di quasi 5 milioni di persone, oggi è presente incisivamente in quasi 100 paesi del mondo con 24 organizzazioni nazionali, 5 organizzazioni affiliate e 222 uffici di programma.
Una struttura operativa che permette al WWF di sostenere la sua sfida: oltre 2.000 progetti concreti ogni anno per la tutela della biodiversità e per creare un mondo dove l'uomo possa vivere in armonia con la natura. L'associazione è strutturata in uffici nazionali che operano nei singoli Paesi in modo indipendente ma in coerenza con i programmi e gli obiettivi posti dal WWF Internazionale. Oltre alle sedi nazionali il WWF opera anche attraverso "Uffici di programma" mirati alla realizzazione di specifici progetti di conservazione spesso transnazionali.
La sede del WWF Internazionale è a Gland, in Svizzera. In Italia il WWF è strutturato con uno staff centrale a Roma e 19 sezioni regionali che supportano il programma ecoregionale (Ecoregione Alpi e Ecoregione Mediterraneo).

Questi i numeri che delineano il grande radicamento sul territorio del sodalizio in Italia: 200 sezioni locali e un centinaio di gruppi attivi, 300.000 soci e 400.000 sostenitori; a partire dagli anni '60 sono stati messi al sicuro, nel nostro Paese, più di 30.000 ettari di natura: le Oasi, "aree protette", le prime ad essere rientrate nella lista delle zone umide di importanza internazionale. Oggi le Oasi gestite dal WWF in Italia sono più di 100, tra le quali, le più famose, l'Oasi del Lago di Burano e quella della Laguna di Orbetello, nella Maremma toscana, l'Oasi di Monte Arcosu in Sardegna, quella del Bosco di Vanzago in Lombardia. Attuale Presidente del WWF Italia è Enzo Venini, subentrato nel 2007 a Fulco Pratesi.Grazie al fattivo intervento del WWF, oggi animali un tempo cacciabili, o considerati pericolosi come il lupo, sono legalmente protetti, mentre molte specie considerate estinte, come la lince e la cicogna, sono tornate a frequentare i nostri ambienti. Migliaia di coppie di fenicotteri oggi nidificano in Sardegna, la pesca subacquea con respiratore è vietata, delfini e tartarughe vengono tutelati e protetti. Ma non basta: mission del WWF è fermare il degrado del pianeta e costruire un mondo in cui l'umanità possa vivere in armonia con la natura.

In questa prospettiva, l'impegno e le sfide del WWF sono proiettati verso obiettivi di grande ambizione: diffondere la conoscenza sul valore della Biodiversità e sul legame tra il benessere degli ecosistemi ed il benessere dell'uomo; portare l'attenzione sui Cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale, che minacciano interi ecosistemi, a causa dell'aumento dell'intensità e della frequenza dei cosiddetti "eventi climatici estremi" (uragani, alluvioni, ondate di caldo, ecc.); far conoscere meglio il sistema energetico e creare una nuova generazione di cittadini attivi, consapevoli ed "efficienti per natura".Il WWF Italia, con l'aiuto dei cittadini e il coinvolgimento delle imprese e delle istituzioni, contribuisce incisivamente a conservare i sistemi naturali in Italia e nel mondo. Nel nostro Paese sono molti i progetti in via di esecuzione con la collaborazione delle comunità locali; progetti impostati in base a sei ambiti tematici considerati prioritari (Foreste, Acque, Mari e coste, Specie a rischio, Cambiamenti climatici, Sostanze tossiche), che vedono impegnati centinaia di persone, tra esperti biologi, ricercatori, zoologi, medici veterinari e tecnici, ai quali si aggiunge il supporto di centinaia di volontari.

Anche il WWF Italia, che si avvale di un Comitato scientifico, per sfruttare la migliore conoscenza possibile nella difesa dell'ambiente, lavora nelle più preziose ecoregioni ritenute essenziali per la continuazione della vita sulla Terra. Due di queste ecoregioni, le Alpi e il Mar Mediterraneo, interessano il nostro Paese e vedono quindi coinvolto il WWF Italia con appositi programmi.Nel mondo sono 238 le "ecoregioni" individuate dal WWF Internazionale che custodiscono il 90% della biodiversità mondiale e sono fondamentali per la continuazione della vita sul pianeta. La foresta Amazzonica, la Grande Barriera Corallina Australiana, il bacino del Congo sono solo alcuni esempi: si tratta di aree che ricadono nel territorio di più Stati, che dunque hanno la responsabilità di lavorare insieme per custodirle. La biodiversità è messa a rischio anche e soprattutto dai mutamenti climatici. Il WWF è quindi impegnato in tutto il mondo a far pressione su governi e imprese per mitigarne gli impatti, senza trascurare campagne informative e di sensibilizzazione rivolte al grande pubblico.

Tutte le azioni del WWF, inoltre, partecipano all'impegno globale per il raggiungimento degli Otto Obiettivi di Sviluppo del Millennio, elaborati nel settembre 2000 dagli stati membri delle Nazioni Unite, attraverso la "Millennium Declaration 2000" (Dichiarazione del Millennio), per dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015. In Italia a tal fine è stato attivato un programma di cooperazione internazionale. Infatti, il ‘peso' dell'impatto umano sulla Terra è più che triplicato negli ultimi 40 anni: consumiamo le risorse (il terreno fertile, l'acqua, le foreste, le risorse marine, ecc.) più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto sia capace di "metabolizzare" i nostri scarti. La sostenibilità ambientale è la condizione essenziale per garantire il futuro di tutte le specie viventi, compreso l'uomo.
Di questi giorni l'attenzione su Parchi e tutele e quindi sul WWF, come Fulco Pratesi auspica, si faccia attenzione affinchè la politica dei tagli, non infierisca sull'ambiente e sulle risorse naturali...

Rosanna Fudoli