Per imboccare il sentiero intitolato ai Laghi dell’Anitra l’itinerario prevede la partenza da Pescopennataro. Si tratta di un caratteristico paesino dell’Alto Molise: collocato con il suo centro abitato su una roccia molto elevata, si sporge sulla valle del Sangro e si circonda di un territorio a dir poco incantevole. Pare che il suo curioso nome derivi proprio dalla postazione: la grande roccia su cui il Paese sorge si diceva “pesclum” o “peschio”.

La zona che circonda Pescopennataro e il suo stesso territorio è verdeggiante di boschi, particolarmente abetaie e faggeti. Il sentiero che chiamano Laghi dell’Anitra, come altri sentieri della circoscrizione comunale, attraversa la grande foresta detta degli Abeti Soprani, un complesso boschivo insignito del titolo di Sito di Importanza Comunitaria, qualifica abbreviata in “area SIC”. Raggiungibile comodamente in automobile, il sentiero parte dalla località Fonte Quarto, in loco più familiarmente chiamata Rio Verde. Si trova circa 4 chilometri a est di Pescopennataro, lungo la strada provinciale che conduce ai paesi di Rosello e Agnone. Qui ha sede una confortevole area attrezzata e da qui a tutto il tracciato che percorreremo ci si immerge nell’atmosfera di una molto piacevole scampagnata domenicale fuori porta.

Le sorgenti del Rio Verde

Nell’area attrezzata troviamo l’acqua sorgiva – freschissima e buonissima - che dà origine al Rio Verde, torrente che a qualche centinaio di metri verso nord-est si tuffa e scompare nella profonda Gola del Morto, dal nome legato a un’antica e fosca leggenda. Da qui in avanti seguiremo i segni bianchi e rossi tracciati sugli alberi a mo’ di segnavia e qualche volta le pietre miliari (dette più propriamente termini lapidei) sistemate al medesimo scopo.
Lasciata l’auto di fronte all’area allestita per i pic-nic, si scorgono poco più in là dei capannoni. Su un albero nei pressi ci accorgiamo del primo segnale bianco e rosso, affiancato da una tabella che indica l’inizio del sentiero e la sua altitudine, che si trova a quota 1039 metri. 

La prima parte dell’itinerario, su una carrabile a fondo naturale con direzione sud che costeggia un vallone sulla destra, è pianeggiante. Sullo sfondo appare ora la lunga cresta di Monte San Nicola, con il verde intenso degli abeti, che d’inverno risaltano maggiormente a causa della chioma sempreverde.

Vallone San Giovanni e Laghi dell'Anitra

La pista comunale svolta a destra dopo circa 650 metri dalla partenza; ora si svolta subito a sinistra su un piccolo prato, che sta a 1070 metri s.l.m., e sempre in direzione sud si entra nel faggeto. Proseguendo lungo il sentiero incontreremo altri due alberi che con i loro segni ci guidano ancora verso sud. Attraversato il vallone San Giovanni, le acque del cui fiume scendono dalla fonte omonima, dopo una ventina di minuti di camminata approdiamo finalmente ai cosiddetti Laghi dell’Anitra. Qui non c’è alcun lago e il nome si riferisce a una condizione geomorfologia ormai trascorsa. L’acqua, in questa area pianeggiante oggi “arredata” a cespugli, un tempo doveva aver senz’altro dato forma a una serie di piccoli laghi poco profondi – da qui il toponimo – che oggi si sono trasformati soltanto in un’area umida. Ma del protagonismo antico e recente dell’acqua resta la prova nella florida natura igrofila della vegetazione circostante, fra cui numerose felci, pioppi e salici. Le aree umide, e questa dei Laghi dell’Anitra non meno delle altre, portano una grande biodiversità. La piana umida e cespugliosa in cui ci troviamo giace a 1050 metri sul livello del mare. Da qui ora ci dirigeremo alla nostra destra, verso un paletto segnavia che indica la direzione per Guado Cannavina.

Guado Cannavina

Per raggiungere Guado Cannavina occorre all’incirca un’ora e mezza di cammino. Costeggeremo il Vallone San Giovanni circondati da faggi e abeti bianchi; seguiremo il sentiero e i termini lapidei che segnano i margini del bosco; supereremo fossi che d’inverno diventano torrenti; percorreremo viottoli usati per il trasporto del legname e attraverseremo il Vallone San Giovanni alla nostra sinistra nelle vicinanze di Fonte Murata; quando aiutati dai segnavia cambieremo la direzione verso sud-est, scorgeremo sulla nostra mappa piccoli punti che segnano il confine tra i due comuni di Capracotta e Pescopennataro, dove sentiremo aumentare la pendenza e dove, nel faggeto, incontreremo la simpatica scultura di un ometto in pietra. Dopo circa un’ora il sentiero giunge in un incrocio a tre vie. Da qui, dopo un non lungo tratto e sempre confidando nei segnali posti sugli alberi sfoceremo in Guado Cannavina, che si trova a m 1209 s.l.m. L’aria piacevolmente fresca ci farà apprezzare ancora di più il panorama, che verso destra ci mostra la vetta del Monte San Nicola, verso sud le montagne del Matese e, semicoperte da Monte Capraro, le Mainarde e la Meta verso ovest, mentre dal versante est spiccano i colli e i rilievi più morbidi nei pressi di Campobasso.