Dopo un lungo intervento di restauro, dal 1994 la prestigiosa Villa Mimbelli di Livorno, residenza privata ottocentesca, ospita il Museo Civico Giovanni Fattori.
Le origini del Museo risalgono al 1877, quando il Comune di Livorno istituì una Pinacoteca Civica destinata a custodire gli oggetti d'arte raccolti dall'Amministrazione e conservati in vari luoghi della città. Nel primitivo nucleo figuravano alcuni dipinti, sculture e frammentari reperti archeologici frutto di generose donazioni da parte di facoltosi concittadini. Risale a questo periodo l'acquisizione della famosa tela di Giovanni Fattori "Assalto a Madonna della Scoperta". A Enrico Chiellini si deve, oltre alla donazione di importanti dipinti, anche un'importante raccolta archeologica e numismatica che ancora oggi porta il suo nome. Risale al 1877 anche il primo regolamento che constava di nove articoli di cui i primi quattro descrivevano la natura della raccolta e le finalità della pinacoteca ed i restanti cinque ne indicavano le modalità di gestione.
La collezione attuale del Museo si configura essenzialmente come raccolta d'arte livornese e toscana che inizia con l'opera di Enrico Pollastrini, artista prevalentemente di stampo romantico, per arrivare, attraverso l'elevata espressione artistica delle opere di Giovanni Fattori e di alcuni altri esponenti della scuola dei Macchiaioli, a un nucleo cospicuo e variegato di artisti denominati genericamente Postmacchiaioli. Il piano terra e il primo piano della Villa mantengono inalterato lo stile ottocentesco: decorazioni, arredamenti e tendaggi. In questi due piani sono esposti le opere di artisti livornesi come Enrico Pollastrini, Guglielmo Micheli, Ulvi Liegi, Oscar Ghiglia, Giovanni Bartolena e Mario Puccini. Una o due sale sono soggette a un'esposizione a rotazione delle opere della collezione per cui si possono avvicendare opere di grafica a dipinti di artisti livornesi del dopoguerra. Il Museo vero e proprio si sviluppa principalmente al secondo piano con i grandi quadri di Giovanni Fattori e di altri esponenti della corrente dei Macchiaioli (Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca, Giovanni Boldini ed altri). Altre sale sono dedicate ai Postmacchiaioli (Eugenio Cecconi, Vittorio Corcos, etc.) e ai Divisionisti (Benvenuto Benvenuti e Plinio Nomellini).

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