Cibo sacro nell'antichità, sempre più ricercato e associato a terapie e piatti stellati, il miele è orgoglio della nostra Italia.
Ma attenzione, la situazione ambientale mette a dura prova l'esistenza e la resistenza delle api. L'uso di pesticidi in particolare, ma anche lo smog e l'inquinamento sono un grande pericolo per i nostri animalini che fungono da segnali spia in un ambiente sempre più problematico.
Oltre a qualità alimentari e curative il miele ha sempre avuto anche valori rituali e culturali riconosciuti in quasi tutte le aree del mondo.
Graffiti ritrovati in Spagna e Africa mostrano esseri umani intenti a raccogliere favi carichi di miele. Sono raffigurazioni che risalgono a trentacinquemila anni fa, e testimoniano come l'uomo sapesse già riconoscere il valore del miele. Questo prodotto naturale, il cui nome sembra derivi dall'ittita melit (di composizione, colore, profumo e sapore diversi a seconda dei fiori dai quali proviene il nettare) per millenni ha rappresentato l'unico elemento dolce concentrato disponibile.
I prodotti delle api come il miele, ritenuto simbolo di ricchezza e felicità, la propoli e la pappa reale venivano assunti non solo con finalità alimentari ma anche terapeutiche
Le prime tracce d'arnie costruite dall'uomo risalirebbero al sesto millennio a.C.
Una qualche forma d'apicoltura daterebbe a quattromila anni fa, quando gli egiziani cominciarono a spostare lungo il Nilo le arnie per seguire la fioritura delle piante; già allora il miele veniva usato in medicina tanto per curare i disturbi digestivi che come componente di diversi unguenti per piaghe e ferite.
I sumeri preparavano creme di bellezza a base di argilla, acqua, miele e olio di cedro, mentre i greci consideravano il miele una delle fondamentali offerte di rito di alcune cerimonie religiose.
I romani ne consumavano talmente tanto da dover addirittura importarne da Creta, Cipro, Spagna e Malta. La medicina ayurvedica, infine, attribuisce al miele proprietà purificanti, afrodisiache, dissetanti, cosmetiche e cicatrizzanti.
Oggi, numerose sperimentazioni hanno dimostrato la capacità del miele e dei suoi derivati (pappa reale, propoli) di favorire la cicatrizzazione di bruciature e ferite, attenuare le irritazioni della gola e fungere da ricostituente e antianemico.
Sembra che la definizione luna di miele risalga ai babilonesi, che così chiamavano il mese seguente il matrimonio di una coppia, perchè per tutto quel periodo il suocero aveva l'obbligo di rifornire il genero del liquido d'oro affinchè si ristorasse e fosse stimolato nelle fatiche amorose.
Nella letteratura greca, romana ed araba "il liquido dorato", mescolato ad erbe e spezie, diventava l'idromele, bevanda considerata anche un potente afrodisiaco.
Nell'Ottavo sec. Carlo Magno regolamentò lo sfruttamento delle api selvatiche nei possedimenti imperiali, mentre nel XIV sec. fu presso le grandi abbazie che vennero perfezionate le tecniche d'allevamento dei piccoli insetti.
L'Italia è l'unico paese che produce, grazie alla sua posizione geografica ed alla sua orografia che determinano particolari condizioni climatiche, più di 30 diversi tipi di miele pregiato: Abete, Acacia, Arancio, Cardo, Castagno, Colza, Corbezzolo, Erica, Eucalipto, Girasole, Lavanda, Rododendro, Rosmarino, Tarassaco, Tiglio, Timo, sono solo alcuni, oltre agli ottimi millefiori.
Tutti i mieli, uniflorali e millefiori, variano a seconda della diversa origine botanica. Le specie vegetali bottinate dalle api sono infatti tantissime, e i mieli che producono variano in funzione delle piante bottinate per diverse caratteristiche organolettiche e di composizione.
In Italia l'unico miele ad aver ottenuto il marchio Dop (Denominazione di Origine protetta) è il miele della Lunigiana.
Il territorio di produzione comprende i 14 comuni della Lunigiana, il cui paesaggio tipicamente montano presenta una vegetazione molto varia con una particolare diffusione di boschi di acacia e di castagno, essenze vegetali molto pregiate dal punto di vista apistico. Questo fatto, unito ad una tradizione che risale alla fine del 1400 ed al basso grado di industrializzazione, fa si che in Lunigiana ci sia un ambiente idoneo allo svolgimento di un'apicoltura di qualità con produzioni di miele di acacia e di castagno dalle caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche eccellenti. Sono 25 i produttori che hanno aderito alla certificazione Dop per un totale di oltre 1800 alveari. Alcuni di questi produttori, raccogliendo più di 1100 alveari, hanno fatto la scelta per il doppio marchio di qualità aggiungendo alla Dop anche la certificazione dell'Agricoltura biologica. In questo modo gli apicoltori danno ulteriori garanzie al consumatore sui metodi di conduzione degli alveari e di trasformazione del prodotto, nel rispetto dell'ambiente e della salute.
I mieli sono degli ottimi e dolci rimedi contro lo stress e l'ansia. Diversi sono nel sapore e diverse sono le azioni, per cui sceglieteli con cura, sapendo che anche il miele può essere un rimedio naturale, senza grandi pretese ma sicuramente efficace nei piccoli disturbi.
Il miele di fiori d'arancio è ottimo per l'ansia, i dolori gastrici d'origine nervosa, le tensioni muscolari. Il miele di tiglio è usato per la pressione alta d'origine nervosa, per l'insonnia, per le palpitazioni. Il miele di erica è invece adatto per le tensioni muscolari, come calmante per i bambini, per l'ansia.
Il miele di sulla è per l'ansia e insonnia con sfondo depressivo, esaurimento fisico e psicologico. Infine il miele di girasole si usa per l'insonnia dovuta ad un generale stato di intossicazione fisica.
Miele di melata
La melata è una sostanza zuccherina molto ricca d'acqua, che trasuda dalle piante in seguito alle punture di alcuni insetti. Questi insetti pungono la pianta e ne succhiano la linfa che, risultando troppo ricca per la loro alimentazione, viene depositata sotto forma di melata sulle foglie. Le specie botaniche che producono melata sono moltissime (la quercia, il castagno, il pino, ecc.). Attualmente in Italia sono utilizzate solo le melate d'abete, quercia e larice.
La melata è ricchissima di zuccheri, che in parte derivano dal vegetale e in parte per gli enzimi dell'insetto durante il passaggio nel suo corpo. Il miele di melata è un alimento ad alto valore biologico.
Miele di nettare
Il miele di nettare si divide in miele monofiore e in miellefiori.
Un miele per essere detto "monofiore" deve contenere il 45% di un unico polline, e quindi, ha dei principi ben precisi che si riflettono sul colore, sul sapore, sulle densità e, soprattutto, sulle proprietà benefiche d'ogni miele.
Miele di spiaggia
Ha profumo di mare, di vento, di salsedine, cresce prevalentemente lungo le dune sabbiose della Toscana. La fioritura avviene tra maggio e giugno, le arnie vengono posizionate nella pineta, al riparo dalla luce e dai bagnanti.
Le api percorrono ogni giorno il tratto dal bosco al mare prelevando il polline dalle fioriture di santolina, cisto, tamerice, pitosforo. Ma, soprattutto, il fiore delle dune, il camuciolo, che fa acquistare al miele il profumo di mare, di vento e di spiaggia.
Miele di corbezzolo
Paesaggi unici, quelli della Sardegna, fatti di natura incontaminata. Lontani dalle zone turistiche e là, dove l'ambiente e l'uomo sono un tutt'uno, ci troviamo nella zona della Marmilla, tra le provincie di Oristano e Cagliari. Qui nascono i mieli particolari legati al profumo della macchia mediterranea: corbezzolo, erica, lavanda, cisto, offrono alle api il nettare degli dei. La fioritura è attesa tra fine ottobre e inizi dicembre, poichè la fioritura avviene d'inverno, le ore calde sono limitate da qui la rarità del prodotto dal gusto un po' amaro.
Consiglio della zia, per queste lunghe giornate d'inverno.
Prima di andare a letto: latte, miele e cognac, forse poco dietetico ma tanto buonino e ci fa bene contro l'influenza di stagione.